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Idrogeno: lavori in corso

Idrogeno lavori in corso

La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del lunedì si basa sulla redazione di articoli aventi ad oggetto l’analisi tecnico giuridica dei principali provvedimenti normativi, nazionali e comunitari, in materia di ambiente. Per informazioni scrivete a: francesca.pitrelli@nonsoloambiente.it

Lo scorso 19 gennaio H2IT, Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, ha presentato in modalità digitale il suo report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” (d’ora in poi il report) al fine di fornire alle Istituzioni un quadro esaustivo sull’idrogeno e sulle potenzialità di realizzazione in Italia.

Chi è H2IT

H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, è stata costituita nel 2005 al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Stimolare la creazione di un’infrastruttura per l’idrogeno;
  • Essere portavoce degli attori della filiera;
  • Fare dell’Italia un paese leader nel mercato mondiale.

I cui componenti di H2IT provengono da tutti i settori interessati dalla filiera dell’idrogeno: dalla produzione sino agli usi finali. L’Associazione conta attualmente oltre 26 soci fra Istituzioni, Università, Centri di Ricerca, Aziende e soci individuali. E’ costituita da un Comitato di Presidenza, capeggiato da Alberto Dossi, da un Consiglio Direttivo e da una Direzione gestita da Cristina Maggi.

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Il report

Il report è il frutto di un lavoro a cui hanno partecipato 67 organizzazioni di cui 56 aziende, 11 tra centri di ricerca e Università, 47 membri di H2IT e 20 partecipanti esterni. L’obiettivo è duplice: sottolineare l’impegno di H2IT nel voler fornire un valido contributo allo sviluppo della filiera dell’idrogeno in Italia mediante proposte e priorità d’azione e presentare le potenzialità che l’elemento più presente in natura è in grado di offrire.

La metodologia

La metodologia seguita per la redazione del report ha previsto l’istituzione di due tavoli di lavoro coordinati da H2IT:

  • Il tavolo normativa a cura di SNAM e dell’Università degli Studi di Modena e di Reggio Emilia;
  • Il tavolo degli strumenti a supporto coordinato dall’Università di Torino e dalla Fondazione Bruno Kessler.

Gli input elaborati dai due tavoli sono stati esaminati a loro volta da sette tavoli: Produzione; Trasporto, distribuzione e trattamento; Stoccaggio, Mobilità, Usi energetici, Usi industriali, residenziali e Feedstock; Supply Chain e tematiche trasversali.

Il lavoro si è sviluppato in due fasi:

  • la prima in cui sono state analizzate le barriere di tipo normativo, regolatorio o economico su tutta la catena del valore,
  • la seconda in cui sono avanzate delle proposte ai Ministeri competenti al fine di poter fare dell’idrogeno un elemento fondamentale per i Piani Nazionali.

Le proposte di H2IT

Al fine di rendere il nostro Paese uno dei principali protagonisti della rivoluzione energetica, H2IT sottolinea l’importanza di adottare una Strategia Nazionale competitiva e performante nel medio/lungo periodo. Per far questo H2IT identifica una serie di proposte migliorative e priorità d’azione, tra cui:

  • creare una tracciabilità della filiera dell’idrogeno mediante un sistema di certificazione basato su Garanzie di Origine;
  • rivedere la normativa vigente e l’intero sistema autorizzatorio al fine di creare un quadro normativo chiaro che vada a disciplinare e a regolamentare l’utilizzo dell’idrogeno nella filiera produttiva ed in particolare nel sistema trasporti, distribuzione e trattamento;
  • definire un quadro normativo chiaro che vada a disciplinare e a regolamentare l’aspetto legato alla sicurezza dell’id
  • avviare a livello comunitario iniziative volte a promuovere i piani di sviluppo di grandi impianti FER-H2;
  • fare in modo che TERNA S.p.A. e ARERA si confrontino al fine di definire i termini di servizio per il bilanciamento della rete;
  • abilitare il PTG (Power to Gas) ai servizi del Mercato del Giorno Prima (MGP) e dei servizi di bilanciamento (MSD);
  • supportare la produzione di idrogeno verde attraverso l’istituzione di incentivi ad hoc;
  • avviare delle campagne informative e di sensibilizzazione nei confronti della popolazione al fine di evitare l’insorgenza di fenomeni di protesta quali il NIMBY (Not In My Back Yard, lett. “Non Nel Mio Cortile);
  • prevedere sistemi di defiscalizzazione a favore di operatori che decidono di utilizzare l’idrogeno in applicazioni market-ready quali camion, flotte di taxi, autobus.

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Tags: Diritto e Legislazione