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L’idrogeno: a che punto siamo?

idrogeno italia

L’idrogeno, noto anche come il primo elemento della tavola periodica elaborata dal brillante chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev nel 1869, è ormai considerato uno degli elementi portanti per guidare l’Europa verso il processo di decarbonizzazione entro il 2050.

Il 26 e il 27 Novembre si è tenuto il Forum europeo sull'idrogeno, il primo congresso dell'Alleanza europea per l'idrogeno pulito, a cui hanno partecipato il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton, la Commissaria per l'Energia Kadri Simson e la Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani Mariya Gabriel.

Anche in Italia da qualche tempo sembra essere tornato in auge il dibattito sul ruolo che l’idrogeno potrà rivestire nella filiera industriale. Qualche settimana fa, infatti, è stato costituito in Parlamento un nuovo intergruppo “Idrogeno rinnovabile e comunità dell’energia” guidato dal senatore Maurizio Buccarella, VicePresidente del Gruppo Misto. Di seguito una breve analisi dello stato dell’arte in Europa e in Italia.

 

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Cos’è e cosa prevede la Strategia europea per l’idrogeno?

Lo scorso 8 luglio 2020 la Commissione europea ha presentato la “Strategia per l’idrogeno per un’Europa climaticamente neutra” (d’ora in poi la Strategia europea), un documento programmatico con cui ha previsto tre differenti fasi di sviluppo dell’economia dell’idrogeno. In particolare, la Strategia europea prevede:

  • una prima fase (2020-24) in cui tra gli obiettivi figura entro il 2024 l’installazione nell'Unione di almeno 6 Gigawatt di elettrolizzatori per l'idrogeno rinnovabile;
  • una seconda fase (2024-30) in cui l'idrogeno dovrà diventare parte di un sistema energetico integrato e il cui obiettivo consiste nell’installazione entro il 2030 di almeno 40 Gigawatt di elettrolizzatori per l'idrogeno rinnovabile e nella produzione fino a 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile;
  • una terza fase (tra il 2030 e il 2050) in cui si presume che le tecnologie basate sull'idrogeno rinnovabile siano mature e, di conseguenza, assistere ad una applicazione dell’idrogeno su larga scala.

La Strategia europea prevede, inoltre, l’istituzione da parte della Commissione di un’alleanza europea per l’idrogeno pulito, realtà in cui saranno coinvolti i principali attori del settore tra cui amministratori d'azienda, autorità pubbliche e rappresentanti della società civile il cui scopo principale sarà quello di individuare progetti di investimento economicamente sostenibili.

La Strategia nazionale sull’idrogeno

Il Ministero dello sviluppo economico lo scorso 24 Novembre ha lanciato sul proprio sito una consultazione pubblica in merito alle Linee Guida per la Strategia nazionale sull’idrogeno (d’ora in poi la Strategia nazionale). Scopo dell’iniziativa è fare in modo che, a partire dal 24 Novembre sino al 21 Dicembre 2020, gli stakeholder e tutti i soggetti interessati possano inviare le proprie osservazioni o presentare ulteriori elementi rispetto alla versione attuale delle Linee Guida.

Obiettivi della Strategia Nazionale

Con la Strategia nazionale il Governo prevede un’applicazione graduale dell’idrogeno: sul breve termine (fino al 2030) in settori quali la chimica, la mobilità e la raffinazione petrolifera, sul lungo termine (fino al 2050) nei settori “hard-to-abate” (come l’aviazione) per favorire il processo di decarbonizzazione degli stessi.

Secondo le previsioni formulate dal Governo, in termini di penetrazione nella domanda energetica finale, l’idrogeno potrà rappresentare entro il 2050 fino al 20%. Affinché possa svilupparsi un’economia dell’idrogeno, il Governo stima inoltre che saranno necessari fino a 10 miliardi di Euro di investimenti tra il 2020 e il 2030 a cui dovranno aggiungersi gli investimenti per la diffusione delle energie rinnovabili. Nella Strategia nazionale si sottolinea sempre più la necessità di sviluppare un ecosistema industriale nazionale: nei prossimi 10 anni il mercato degli elettrolizzatori passerà dagli attuali 70 MW di capacità installata ai 40 GW.

Quali sono i prossimi step?

In base a quanto previsto nelle Linee guida, la Strategia italiana per l’Idrogeno dovrebbe essere approvata nel corso del 2021. L’auspicio è che nel corso dei prossimi mesi tutta questa “energia istituzionale” non si perda, ma porti all’attuazione di strategie che contribuiscano concretamente alla messa in circolo di nuova linfa nell’intero Sistema Paese.

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Tags: Diritto e Legislazione