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Finanza etica: il cambiamento delle logiche economiche parte dal basso

Finanza etica il cambiamento delle logiche economiche parte dal basso

“La finanza etica è un’alternativa, non è fantascienza”. Si è conclusa a fine ottobre Festivalori, una tre giorni dedicata alla finanza sostenibile. Pandemia, ripartenza, clima, sport le tematiche affiancate al dibattito sulla finanza che mette al centro le persone e il clima.

Incontro, dibattiti, desiderio di fare rete partendo dalle prospettive della finanza sostenibile sono stati perno di Festivalori, evento organizzato a Modena dal 21 al 23 ottobre. La prima edizione si è chiusa con bilanci positivi e con la garanzia da parte dell’organizzazione - supportata da Banca Etica e la Fondazione Etica SGR - di lanciare Festivalori come un appuntamento permanente, attivo tutto l’anno. “La finanza etica è un’alternativa, non è fantascienza e non bisogna credere di essere condannati a questo modello di sviluppo - ha evidenziato a chiusura dell’appuntamento il direttore di Valori.it Andrea Barolini -, cambiare è solo una questione di volontà”. Ed effettivamente l’insieme di crisi che si stanno susseguendo in questo esatto periodo storico sembrano confermare la mancanza di volontà di procedere verso un cambiamento che sarebbe epocale per l’economia e la Terra. La crisi finanziaria e climatica dimostrano le pecche della finanza tradizionale, colpevole nel 2022 di alimentarsi ancora da quotazioni e scambi di risorse in esaurimento, sempre più costose, ma soprattutto sostituibili con risorse rinnovabili.

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Se è vero che il cambiamento climatico è sempre esistito, quel che accade è e resta “unico” perché mai nella storia si era registrato un aumento delle temperature così repentino e mai il Mondo è stato così vicino al raggiungimento del Carbon budget, cioè del limite di Co2 che l’umanità può permettersi di emettere. Potere dal basso per invertire la rotta. Oggi dopo la pandemia è vera l'opportunità di decidere come ripartire economicamente in un contesto in cui la finanza è al 99% “altro” e solo per l’uno per cento è agganciata alla vita reale. In questo contesto non ha ancora spazio sufficiente la finanza etica, invitata a riflettere essa stessa, perché “essere finanza etica non vuol dire solo fare banca”. Nuove crisi potrebbero paradossalmente essere dietro l’angolo se non ci sarà un intervento collettivo, al termine di un periodo pandemico dove è diventato chiaro il potenziale di connessione tra le persone. Qui può essere giocato un ruolo consapevole di fronte all'evidenza per cui il futuro dei singoli dipende dal futuro degli altri, senza possibilità di scelta.

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Tags: finanza