Latte levy: tassazione sulle tazze usa e getta in UK

starbucks-lattelevy-nonsoloambienteUna tassa di 25 penny sulle tazze usa e getta: è questa la proposta avanzata nel Regno Unito, definita già come latte levy (imposta sul latte).

Nella nostra Italia abbiamo assistito recentemente alla tassazione dei sacchetti di plastica, che ha generato un certo malcontento di popolo. Mentre la discussione sulla giustizia di questa imposta è ancora in atto, spostiamo per un momento lo sguardo verso il Regno Unito, dove è stata proposta la latte levy.

Di che cosa si tratta, nello specifico? La latte levy ipotizza una tassazione di 25 penny (pari a circa 28 centesimi di euro) sulle tazze usa e getta impiegate nelle caffetterie. L’obiettivo di questa imposta, a carico del consumatore, è quello di bandire gradualmente questi contenitori, realizzati in materiale non riciclabile.

La mancata riciclabilità di queste tazze ha un costo in termini ecologici e i proventi che deriverebbero dalla tassa verrebbero reinvestiti per migliorare il sistema di riciclo, ad oggi inadeguato.

Le ragioni della proposta

L’ipotesi di tassare le tazze usa e getta è stata avanzata alcune settimane fa da un gruppo di parlamentari, che hanno accolto l’appello lanciato dall’Environmental audit committee (Eac), l’istituto parlamentare che ha il compito di vigilare sull’impatto ambientale delle scelte di governo.
L’obiettivo del comitato è di rendere completamente riciclabili le tazze usa e getta entro il 2023. In caso di insuccesso, però, il governo dovrebbe eliminare dal mercato questo tipo di contenitori.
Ma vediamo ora qualche dato interessante: secondo l’Università di Cardiff, nel Regno Unito vengono gettate 2,5 miliardi di tazze monouso ogni anno. Si tratta di un numero davvero imponente, sufficiente per circondare il pianeta cinque volte mezzo.

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Anche se molte catene di caffetterie incentivano la raccolta differenziata, in realtà meno dell’1% delle tazze può essere riciclata. Ciò accade perché, nel Regno Unito, esistono solamente tre strutture che possono sottoporre le tazze alla lavorazione necessaria per separare la carta dalla plastica.
Per la presidente dell’Eac, Mary Creagh “I produttori e i distributori di tazze da caffè usa e getta non hanno agito per risolvere il problema e il governo è rimasto con le mani in mano”. “Il mercato delle caffetterie – ha continuato la presidente - si sta espandendo rapidamente in Regno Unito e quindi dobbiamo avviare la rivoluzione del riciclo dei rifiuti”.

Le risposte

Le reazioni alla latte levy non sono tardate ad arrivare e hanno coinvolto proprio tutti, dalle istituzioni alle associazioni ambientaliste.
All’interno delle istituzioni, una risposta è giunta da un portavoce del Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali (Defra), che ha dichiarato che il governo "esaminerà attentamente le raccomandazioni della commissione e risponderà a breve".
Da segnalare anche la risposta della British coffee association, associazione nazionale di settore, che ha condiviso i principi guida dell’Eac ma ha anche specificato che ritiene “che una tassa non sia la risposta giusta”.
Per Greenpeace UK, non bisogna “consentire all’industria del packaging di ignorare queste raccomandazioni”.

E le caffetterie?

Attualmente alcune catene di caffetterie applicano uno sconto sull’acquisto di bevande calde ai clienti che decidono di servirsi delle tazze riutilizzabili, come Pret A Manger. Anche la celebre catena Starbucks ha annunciato un’azione in questo senso, introducendo una prova di tre mesi in cui verrà posto un addebito di 5 penny alle tazze in carta, oltre a confermare lo sconto di 25 penny per chi porta la propria tazza. La sperimentazione coinvolgerà, per ora, solo 25 punti vendita di Londra. Tuttavia, il colosso della caffetteria ha anche dichiarato che l’applicazione di uno sconto di 50 penny per i clienti con tazze riutilizzabili nel 2016 "non ha spostato l’ago nel modo in cui pensavamo potesse".

Dove finiranno i soldi della tassa?

Secondo il gruppo di parlamentari che ha avanzato la proposta, la latte levy servirà per finanziare le infrastrutture utili al riciclo, potenziando l’intero settore smaltimento rifiuti.
I parlamentari aggiungono: "Man mano che il tasso di riciclaggio delle tazzine da caffè migliora, la tassa potrebbe essere abbassata di anno in anno. Ciò incoraggerebbe una buona gestione delle entrate derivanti dalla tassa”.
Oltre a questo, il gruppo parlamentare promotore ha annunciato che i soldi verranno anche investiti in attività di sensibilizzazione del pubblico. “Una parte delle entrate -dichiarano i parlamentari- potrebbe anche essere utilizzata per sostenere una campagna di comunicazione pubblica di ampia portata che fornisca informazioni facilmente comprensibili sul riciclaggio e delle migliori pratiche da attuare mentre si è in viaggio, riducendo quindi i rifiuti e migliorando il riciclaggio di tutti i tipi di imballaggi alimentari”.

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Tags: Economia Circolare