abstract a cura di Nonsoloambiente.it

Il 12 giugno 2019 è stata ufficialmente pubblicata sulla GUUE la direttiva 2019/904, conosciuta meglio come direttiva Single-use Plastics (SUP), il cui scopo è quello di prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente e promuovere la transizione verso un’economia circolare.

La direttiva colpisce determinati prodotti di plastica monouso -elencati nell’allegato della direttiva- i prodotti di plastica oxo-degradabile, ovvero plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica o la sua decomposizione chimica, e gli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Gli Stati membri hanno tempo due anni per recepire le nuove disposizioni, riguardanti restrizioni di mercato, obiettivi di riciclo e di raccolta differenziata, l’attuazione di misure di sensibilizzazione e l’introduzione della responsabilità estesa del produttore.

I prodotti vietati

Le misure restrittive prevedono il divieto di immissione nel mercato delle plastiche oxo-degradabili e dei prodotti elencati nella parte B dell’allegato, comprendenti:

  • bastoncini cotonati
  • posate, piatti, cannucce
  • agitatori per bevande
  • aste per palloncini (tranne per palloncini di uso industriale)
  • contenitori per alimenti in polistirene espanso
  • contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi

Mentre per i contenitori di bevande fino a 3 litri viene richiesto che siano dotati di tappi che restino attaccati al contenitore per tutta la durata dell’uso previsto del prodotto.

Gli obiettivi di riciclo

Per quanto riguarda gli obiettivi di riciclo, la direttiva prevede che le bottiglie in PET contengano almeno il 25% di plastica riciclata, al 2025, incrementato al 30% al 2030, calcolato come media nazionale per tali bottiglie immesse sul mercato. La raccolta differenziata per i prodotti in plastica monouso, elencati nella parte F dell’Allegato della direttiva, dovrà raggiungere invece il 77% al 2025 e il 90% al 2029.

Misure di sensibilizzazione

La direttiva prevede inoltre misure di sensibilizzazione tramite la marcatura di prodotti specifici (parte D dell’Allegato) tra cui i prodotti del tabacco con filtri, salviette umidificate, assorbenti e tamponi igienici. La marcatura in questione dovrà contenere una descrizione delle corrette modalità di gestione del rifiuto e dell’incidenza negativa che uno scorretto smaltimento avrebbe sull’ambiente. Inoltre, gli Stati membri devono adottare misure di sensibilizzazione e informazione riguardanti l’utilizzo di attrezzi da pesca contenenti plastica, mettendo in evidenza alternative riutilizzabili e le corrette opzioni di gestione di tali rifiuti.

Infine, la direttiva introduce un’importante novità: la responsabilità estesa del produttore (EPR) per determinati prodotti in plastica monouso. Questa varia in base alla tipologia prodotto, il quale può rientrare in una delle tre sezioni dedicate della parte E dell’Allegato, ciascuna contenente disposizioni differenti. Con la EPR i produttori dovranno coprire vari tipi di costi legati alla vita dei loro prodotti, come quelli relativi alle misure di sensibilizzazione previste dalla direttiva stessa, oltre a costi di raccolta, rimozione dall’ambiente, trasporto e trattamento.