a cura di Nonsoloambiente.it

Il decreto 4 luglio 2019, emanato dal MiSE di concerto con il MATTM, conosciuto meglio come decreto FER1, stabilisce le misure di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da alcuni tipi di impianti a fonti rinnovabili, ovvero:

  • eolico on-shore
  • idraulico ad acqua fluente (compresi impianti in acquedotto), a bacino o a serbatoio
  • gas residuati dai processi di depurazione
  • solare fotovoltaico

Sono previste 7 procedure di bando fino alla fine del 2021 e per ognuno di questi è prevista una potenza contingente messa a disposizione per ognuno dei seguenti gruppi:

  • A: impianti eolici e fotovoltaici;
  • A-2: impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit di edifici e fabbricati rurali (valido solo per i registri, non per le aste);
  • B: impianti idroelettrici e impianti a gas residuati dei processi di depurazione;
  • C: impianti oggetto di rifacimento totale o parziale (valido per impianti eolici, idroelettrici e a gas residuati)

I meccanismi incentivanti avranno un periodo pari alla vita media utile convenzionale dell’impianto, come riportato nell'allegato 1 del decreto, considerando al netto di eventuali fermate e sospendendo l’incentivo nelle ore in cui si registrano prezzi zonali orari pari a zero per almeno 6 ore consecutive. Questi incentivi decorreranno dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto.

Chi può accedere agli incentivi
Il decreto prevede due modalità di accesso agli incentivi, in base alla potenza dell’impianto o del potenziamento: per potenze inferiori a 1 MW ci si può iscrivere ai registri, mentre gli impianti con potenze uguali o superiori potranno partecipare alle aste.

Il criterio per poter partecipare è che gli impianti a fonti rinnovabili rientrino in una delle seguenti categorie:

  • impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati;
  • impianti oggetto di un intervento di potenziamento;
  • impianti oggetto di rifacimento

Sono stati indicati inoltre requisiti di carattere generale, sia per l’iscrizione ai registri che per la partecipazione alle aste:

  • essere in possesso dei titoli abilitativi alla costruzione e all'esercizio dell’impianto e degli eventuali titoli concessori;
  • nel caso del fotovoltaico, gli incentivi valgono solo per impianti di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione e non comprendono moduli collocati a terra in aree agricole;
  • nel caso dell’idroelettrico, salvo casi di rifacimento che non comportino aumento della potenza media di concessione, occorre garantire:
    1. il rispetto di una delle caratteristiche costruttive di cui all'art. 4 comma 3 lettera b punti i., ii., iii., e iv del decreto 23 giugno 2016;
    2. La conformità della concessione di derivazione con le linee guida per le valutazioni ambientali ex ante delle derivazioni idriche

Possono partecipare alle procedure di asta e registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo (A, B, C) di potenza unitaria superiore a 20 kW (per i registri) o compresa tra 20 e 500 kW (per le aste), e di potenza complessiva inferiore a 1 MW.

La tariffa
Per ogni tipologia di impianto è stabilità una tariffa base, indicata nell'allegato 1 del decreto, che sarà ridotta in accordo con l’offerta a ribasso formulata dal produttore di energia nell'ambito delle procedure di aste e registri. La tariffa viene ridotta del 20% in caso di impianto con componenti rigenerati.

Per impianti fotovoltaici del gruppo A-2, in aggiunta agli incentivi su energia elettrica si ha un premio pari a 12 €/MWh erogato su tutta l’energia prodotta.

È inoltre previsto un ulteriore premio di 10 €/MWh per impianti di potenza inferiore a 100 kW su edifici, basato sulla quota di produzione netta consumata in sito, nel caso in cui l’autoconsumo sia superiore al 40% della produzione netta.

I registri
Per partecipare occorre indicare l’eventuale riduzione percentuale offerta sulla tariffa di riferimento, che non può comunque essere superiore del 30%. La graduatoria viene stilata dal GSE in base a specifici criteri di priorità (art. 9 comma 2), fino a saturazione del contingente di potenza. Gli impianti a registro di potenza superiore a 100 kW sono tenuti al versamento di una cauzione provvisoria e definitiva, pari al 2% del costo di investimento previsto per la realizzazione dell’impianto.

Gli impianti iscritti in posizione utile a registro devono entrare in esercizio entro termini stabiliti dal decreto:

  • 24 mesi per l’eolico on-shore;
  • 31 mesi per l’idroelettrico, aumentato a 39 in caso di lavori geologici in galleria finalizzati a migliorare l’impatto ambientale;
  • 19 mesi per solare fotovoltaico, elevato a 24 mesi per il gruppo A-2;
  • 31 mesi per le altre fonti e tipologie di impianto

Per impianti nella titolarità della Pubblica Amministrazione i termini sono incrementati di altri 6 mesi.

Il mancato rispetto di questi termini comporta la decurtazione della tariffa offerta dello 0,5% per ogni mese di ritardo, fino al massimo 6 mesi, oltre i quali decade il diritto agli incentivi. In questo caso, se verranno successivamente riammessi ai meccanismi di incentivazione, la tariffa offerta verrà ridotta del 5%. Per evitare che ciò accada, i soggetti possono rinunciare alla realizzazione dell’intervento entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria.

Le aste
La partecipazione all'asta avviene in seguito alla dimostrazione di solidità finanziaria ed economica del soggetto. L’ asta è a ribasso sulla tariffa di riferimento (min 2%, max 70%). La graduatoria viene poi stilata in base al criterio della maggiore riduzione percentuale dell’offerta. A parità di riduzione offerta, si applicano ulteriori criteri di priorità (art. 14 comma 3). La graduatoria si riempie fino a saturazione del contingente di potenza.

Gli impianti in graduatoria devono entrare in esercizio entro i termini stabiliti dal decreto:

  • 31 mesi per l’eolico on-shore
  • 24 mesi per il solare fotovoltaico
  • 51 per le altre fonti e tipologie di impianto

Gruppo C: rifacimenti totali e parziali
Impianti di produzione di energia alimentati a fonti rinnovabili facenti parte del gruppo C, ovvero oggetto di rifacimento totale o parziale, sono ammessi alle procedure di asta e registro con le medesime tempistiche degli altri gruppi, ma devono rispettare inoltre i seguenti requisiti:

  • essere in esercizio da almeno 2/3 della vita utile convenzionale;
  • non beneficiano di incentivi sulla produzione energetica statali;
  • rispettano i requisiti previsti dal decreto 6 novembre 2014

Le graduatorie sono formate in base alla maggior riduzione percentuale dell’offerta rispetto alla tariffa di riferimento, applicando altri criteri di priorità in caso di parità (art. 17 comma 3).

Gli impianti inclusi nelle graduatorie devono entrare in esercizio entro i termini stabiliti dal decreto:

  • 16 mesi per l’eolico on-shore
  • 36 mesi l’idroelettrico, aumentati a 48 in caso di lavori geologici in galleria finalizzati a migliorare l’impatto ambientale e per impianti a bacino di potenza superiore a 10 MW
  • 24 mesi per impianti a gas residuati dai processi di depurazione

Il mancato rispetto dei termini di cui sopra comporta la decurtazione della tariffa offerta dello 0,5% per ogni mese di ritardo, fino al massimo 8 mesi.

Contratti di lungo termine
Il decreto prevede anche la predisposizione da parte del GME di una piattaforma di mercato per la negoziazione di lungo termine di energia a fonti rinnovabili. Sono ammessi alla piattaforma i produttori di energia da impianti a fonti rinnovabili aventi tutte le seguenti caratteristiche:

  • impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti o riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o rifacimento;
  • entrata in esercizio successiva al 1°gennaio 2017;
  • non beneficiari di incentivi sull'energia prodotta

Il produttore deve formulare richiesta al GSE per la qualifica dell’impianto, che viene rilasciata entro 60 giorni dandone comunicazione al GME.