Banca d’Italia verso l’impatto zero, nuovi impegni di sostenibilità
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Banca d’Italia verso l’impatto zero, nuovi impegni di sostenibilità

Foto di Enrico Frascati su Unsplash

L’impegno per la transizione ecologica ed energetica è uno dei cinque obiettivi del piano strategico 2023-2025 dell’istituto di via Nazionale. Ecco i progetti della Banca d'Italia in cantiere.

Banca d’Italia aumenterà i suoi investimenti nella ricerca sui rischi ambientali per il sistema economico e nel sostegno alla finanza sostenibile, sempre più importante nell'influenzare la transizione verso un'economia a basse emissioni. L’impegno per la transizione ecologica ed energetica è infatti uno dei cinque obiettivi strategici del piano strategico 2023-2025 dell’istituto di via Nazionale, presentato a inizio anno dal Governatore Ignazio Visco.

Oltre all’investimento nella transizione energetica e nella salvaguardare l'ambiente, l’istituto di Palazzo Koch intende “potenziare l'impegno per un sistema finanziario stabile e sicuro, promuovere con più forza l'innovazione in campo economico e finanziario in Italia e in Europa, rafforzare la tutela dei clienti dei servizi bancari e finanziari e dialogare con l'esterno in modo sempre più diretto e aperto all'ascolto, e rendere la propria organizzazione sempre più inclusiva, efficiente e capace di innovare”.

Clicca qui per approfondire! Banca d'Italia, già particolarmente attiva negli ultimi anni sul fronte della finanza green, conferma dunque nel nuovo piano l’intenzione di “indirizzare gli investimenti verso quelli più sostenibili” stimolando “il sistema finanziario ad accrescere la propria resilienza ai rischi legati ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica”, oltre ad impegnarsi a mettere a punto “un programma di lungo termine per azzerare le proprie emissioni nette di gas serra”.

La finanza sostenibile e il contrasto ai cambiamenti climatici

Le banche centrali, spiega Palazzo Koch, “possono dare un importante contributo sia per facilitare la transizione verso un’economia green, sia aiutando il sistema finanziario ad accrescere la propria resilienza ai rischi legati agli impatti dei cambiamenti climatici”.

Tra le linee di azione indicate figurano, tra gli altri, il miglioramento della sostenibilità degli investimenti della Banca, attraverso ad esempio “l’adozione di strumenti per aumentare l’attenzione alla decarbonizzazione delle imprese, e la definizione di obiettivi e di indicatori per misurare l’efficacia delle strategie adottate”; e la promozione dell’incorporazione della “valutazione dei rischi climatici e ambientali nella strategia di business, nella governance, nel sistema di gestione dei rischi degli intermediari e nell’informativa al mercato”.

Ma anche la volontà di “realizzare percorsi di educazione finanziaria in tema di transizione climatica e di finanza sostenibile, in ottica di alfabetizzazione e inclusione finanziaria, e analizzare i riflessi della transizione verde sul rischio per la clientela bancaria”.

La riduzione dell’impronta ambientale della Banca d’Italia

Anche la Banca d’Italia poi, al pari di altre istituzioni finanziarie e di un numero sempre maggiore diaziende, ha messo in campo da tempo un programma di riduzione della sua impronta ambientale, del quale rende tra l’altro conto attraverso il rapporto ambientale pubblicato sul suo sito web.

Nel nuovo piano l’istituto annuncia la volontà di accelerare ulteriormente su questo fronte. “Nei prossimi anni intendiamo porre le basi, definendo un piano articolato, nei tempi e nei modi (con indicazione degli obiettivi conseguibili e dei diversi interventi ed investimenti da porre in essere, in una logica di gradualità ed economicità), per conseguire nel lungo periodo un obiettivo di emissioni carboniche nette pari a zero. Vogliamo inoltre adottare un approccio integrato ai temi della sostenibilità ambientale, sociale e di buon governo”. Come? Attraverso l’efficientamento delle strutture, a partire da quelle più energivore; l’aumento dell’autoproduzione dell’energia elettrica attraverso fonti rinnovabili; l’adozione di soluzioni informatiche a basso impatto sull’ambiente; il ricorso alla mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-ufficio e di lavoro; e la riduzione dell’impatto ambientale del ciclo di vita delle banconote.

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