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Assorbenti e pannolini diventano sedie in plastica

di Gaia Di Giorgio

Presentata a Ecomondo 2019 FaterSmart, una tecnologia tutta italiana. I prodotti assorbenti potrebbero non finire in discarica e avere nuova vita; un gran risparmio per le discariche italiane che attualmente ricevono 1 milione di tonnellate di rifiuti all’anno.

Riciclare è dare una seconda vita: spesso però alcuni rifiuti finiscono negli inceneritori perché non destinati alla trasformazione. È il caso dei prodotti assorbenti monouso, un rifiuto che necessariamente finisce in discarica, con importanti ricadute negative per l’ambiente e per l’economia.

Dall'ultimo Rapporto dei rifiuti urbani dell’Ispra, emerge come la percentuale di rifiuti derivanti da prodotti assorbenti monouso per la persona (ovvero pannolini e assorbenti) sia circa il 3,5% – 4%  del totale generato in Italia, pari a circa 1 milione di tonnellate all’anno. 10 milioni sono i prodotti assorbenti per la persona che ogni giorno vengono gettati nelle pattumiere, 40 milioni in 4 giorni, 7 mila al minuto.

Per far fronte a questi numeri FaterSMART ha sviluppato una tecnologia in grado di trasformare gli assorbenti per la persona in oggetti di uso quotidiano, imballaggi e nuovi prodotti assorbenti.

Il brevetto tutto italiano di FaterSmart prevede che da una tonnellata di pannolini usati conferiti alla raccolta differenziata si possano ottenere 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 kg di polimero super assorbente. Queste materie prime seconde possono dar vita ad una infinità di prodotti. Ad esempio con 227 kg di pannolini usati riciclati è possibile produrre una sedia di plastica, grucce e mollette, cartoni per imballaggi industriali e nuovi prodotti assorbenti. 

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La scorsa settimana FaterSmart è stato ospite di Ecomondo, l’expo della Green Technology di Rimini: le novità sono statepresentate all’interno dello stand, insieme allo Smart-Bin -il cassonetto intelligente per la raccolta differenziata dei pannolini- e all'impianto che permette il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona e il recupero di plastica, cellulosa e del polimero super assorbente di alta qualità. Il loro hashtag è #chiudiamoilcerchio, perché solo attraverso politiche di economia circolare, la collaborazione e la sinergia a livello nazionale è possibile segnare la svolta.

In Veneto, nella provincia trevigiana, è nato il primo impianto di riciclo su scala industriale, Contarina spa a Lovadina di Spresiano. Allo stato attuale la raccolta differenziata di tale frazione è già stata introdotta in circa 900 comuni italiani, 14 milioni di abitanti circa.

Un grande ostacolo è stato quello normativo. Sebbene l’impianto sia pronto da anni, si è dovuto attendere luglio 2019 per il cosiddetto decreto sull’end of waste dei prodotti assorbenti usati per la persona che ha consentito a questa innovativa tecnologia di valorizzare tale tipologia di rifiuti, in piena sintonia con i principi dell’economia circolare. Per chiudere il cerchio però è necessario che le autorità locali si attivino per consentire la realizzazione di nuovi impianti di riciclo dei pannolini in Italia.

Se esteso a tutta Italia il riciclo di questi rifiuti potrebbe consentire di risparmiare ogni anno il consumo di 10 ettari di suolo, ovvero lo spazio occupato da 14 campi da calcio. In termini di emissioni è come se si riducesse l’inquinamento prodotto ogni anno da 100 mila automobili.

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Tags: Economia Circolare