Approvata alla Camera la nuova proposta di Legge sul biologico

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In attesa del responso del Senato della Repubblica, arrivano i primi positivi commenti sul provvedimento: soddisfazione generale da parte delle associazioni.

In Italia la parola “biologico” è ormai entrata a far parte del vocabolario quotidiano di ognuno e, nel bene e nel male, sono tantissime le persone che ne parlano, spesso dividendosi tra consumatori biointegralisti e bioscettici. L'ultima parola però, come sempre, spetta ai fatti e nel nostro Paese i numeri dicono molto.

Prendendo in considerazione i dati riguardanti le coltivazioni biologiche, tra il 2012 e il 2016 l’agricoltura italiana ha fatto registrare un incremento del 53% dei terreni dedicati. Più nello specifico nel 2016 circa 1,8 milioni di ettari di suolo italiano sono stati coltivati a biologico, cifra che ha assicurato al nostro paese il secondo posto nella classifica dei maggiori produttori, preceduta solo dalla Spagna.

Se si prende in analisi la totalità del territorio europeo, l'aumento delle aree dedicate alle coltivazioni biologiche si dimostra essere un trend in crescita nella quasi totalità dei Paesi. Se però da una parte esistono Paesi come Austria, Svezia ed Estonia che dominano la classifica precedendo l'Italia, che si trova al quinto posto, esistono anche stati quali Polonia, Grecia, Regno Unito e Romania che hanno fatto registrare un andamento inverso.

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In Italia, per mantenere questa tendenza positiva e consentire al biologico di continuare la sua espansione, nelle scorse settimane la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di Legge denominata “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico”. La proposta, che giaceva in attesa di discussione ormai da tre legislature, resta ora in attesa del vaglio da parte del Senato della Repubblica.

Una delle novità più interessanti che la legge porterà con sé sarà l'introduzione di un logo nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del biologico. Questo darà modo di avere un sistema di controllo efficace che consentirà a istituzioni e consumatori di effettuare verifiche più specifiche sulla tracciabilità dei prodotti.

La norma prevede che la regolamentazione dell'agricoltura biologica sia allineata alle vigenti normative europee per le quali “una coltivazione biologica è basata sulle migliori pratiche ambientali, su prassi di azioni per il clima, su un alto livello di biodiversità, sulla salvaguardia delle risorse naturali e sull'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali”.

Il successo della legge ha riscosso anche l'approvazione entusiasta di alcune associazioni di settore. In particolare, la CIA - Agricoltori italiani ha mostrato la sua soddisfazione per l'adeguamento della norma italiana all'ordinamento europeo, ritenendo inoltre positivo il il raggiungimento del “” che aumenterebbe le garanzie di tutela verso i consumatori.

Anche Federbio ha reso pubblico il suo supporto alla nuova legge ponendo particolare attenzione al fatto che l'applicazione della normativa consentirà di intensificare i controlli eseguiti sui prodotti biologici importati dai paesi extra europei.

La soddisfazione delle associazioni è generale anche perché, con l'entrata in vigore del nuovo regolamento, sarà riconosciuto il valore ambientale dell'agricoltura biologica anche in riferimento alla lotta contro i cambiamenti climatici, oltre che dal punto di vista economico e sociale.

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