Inquinamento dell'acqua a Rio: a rischio la salute degli atleti olimpici?

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L'Associated Press ha reso pubblici i risultati di un'indagine che rivela un'altissima concentrazione di virus nelle acque di Rio destinate alle gare olimpiche. Alcuni esempi di progetti che fanno della depurazione dell'acqua il loro focus centrale.C'è una nuova macchia che incombe sui Giochi Olimpici, in programma a Rio de Janeiro nel 2016. Il mare che bagna le coste della metropoli brasiliana, così come il lago Rodrigo de Freitas, risultano infatti contaminati: lo rivela l'Associated Press, che ha pubblicato i risultati di un'indagine lunga oltre un anno, condotta sulla qualità delle acque nelle sedi delle gare.

Secondo l'inchiesta, la presenza di virus e batteri è così alta (1.7 milioni di volte più alto che quello registrato sulle spiagge della California meridionale) da rendere rischioso per gli atleti ingerirla o entrarvi in contatto.

"I test mostrano un'altissima concentrazione di adenovirus umani attivi e infettivi: si moltiplicano nell'intestino e nelle vie respiratorie. Sono virus che causano malattie respiratorie e digestive [...], ma che possono anche causare malattie più serie al cervello o al cuore. La concentrazione dei virus riscontrata in tutti i test era circa la stessa che si trova nelle acque delle fognature" si legge in un passaggio del rapporto. Poco incoraggiante, posto che oltre 1300 atleti in gara alle Olimpiadi dovranno nuotare, veleggiare e remare nelle acque incriminate.

Le risposte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) non sono nette: da un lato, pur non negando gli alti livelli di inquinamento, ha dichiarato che la concentrazione di batteri nell'acqua risulta in linea con il tasso previsto dalla normativa brasiliana. D'altro canto, si impegnano a ripulire l'acqua almeno per l'80%. A detta dello stesso Comitato, i suoi test erano stati condotti unicamente per censire la presenza di batteri coliformi fecali, come prevedono le analisi base per valutare la qualità dell'acqua in molti Paesi, che tralasciano i virus per via di costi considerati insostenibili.

 

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Inizia dunque una lotta contro il tempo, che aggiunge al programma olimpico una sfida non da poco: garantire sicurezza agli atleti e permettere all'opinione pubblica mondiale di lasciare da parte l'indignazione per concentrarsi esclusivamente sui pronostici di gara. Al momento, la dichiarazione di intenti del CIO non rende pubblici i metodi che verranno utilizzati per la depurazione delle acque; la notizia offre tuttavia lo spunto per esplorare il panorama di studi e ricerche che, negli ultimi anni, hanno dedicato attenzione al tema con un occhio particolare alla sostenibilità ambientale. Ecco, fra tutti, alcuni esempi.

Le fuel cell ad alta efficienza sono il focus del SOFCOM, progetto finanziato dalla Commissione Europea e partito nel 2011 sotto il coordinamento del Politecnico di Torino, in grado di trasformare le acque di scarico in energia elettrica e termica, producendo in cambio acqua pulita e nutrimento per le alghe. Il cuore pulsante dell'impianto è costituito da una cella a combustibile che può essere alimentata direttamente con il biogas ottenuto dal processo bio-chimico di depurazione dei reflui.

La Tecnologia Solwa (acronimo di "solar" e "water") utilizza l'energia del sole come unica fonte energetica del sistema di depurazione dell'acqua. Progetto tutto italiano, è stato dichiarato dalle Nazioni Unite (Programma IDEASS) una "Innovazione per lo Sviluppo dell'Umanità".

Merita infine un accenno la recente dimostrazione di Bill Gates, che ha testato pubblicamente, bevendolo, il prodotto di un nuovo sistema di depurazione dei rifiuti destinati alle fogne, finanziato dalla sua fondazione filantropica Bill & Melinda Gates: si tratta del Janicki Bioenergy Omniprocessor, in grado di ricavare acqua potabile, elettricità e ceneri processando rifiuti organici umani nel giro di pochi minuti. La depurazione avviene sfruttando il vapore generato dal procedimento stesso.

Qualunque sia l'approccio che verrà utilizzato nei prossimi mesi, ci auguriamo di poter presto annoverare le acque di Rio de Janeiro fra gli esempi virtuosi, come risultato di una depurazione che combini tempestività e pianificazione a lungo termine, efficacia ed efficienza, tutela della salute pubblica e sostenibilità.

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