Qual è l’impatto del tabacco su chi lo coltiva?

Quando pensiamo al tabacco, la prima immagine che ci viene in mente parla di morte e malattie. Ma vi siete mai chiesti quale sia l’impatto del tabacco su chi lo coltiva, prima di arrivare ai fumatori?

I danni del tabacco (ahinoi) non riguardano solamente i consumatori di sigarette. La coltivazione di questa pianta, infatti, ha delle ripercussioni molto significative sulle popolazioni locali, creando spesso conseguenze devastanti.

È proprio di questo lato della medaglia che vogliamo parlare oggi. Sì, perché siamo abituati ad associare alla parola “tabacco” tutte quelle immagini di morte e malattie che vediamo stampate sui pacchetti di sigarette, ma ignoriamo tutte le problematiche che la produzione di questa sostanza genera.

Iniziamo con il raccontarti una storia, che  ha come protagonista la Divisione Kipembawe, una zona nascosta negli altopiani meridionali del sud-ovest della Tanzania.

Qui la ricercatrice di conservazione e agricoltura dell’Università di Leeds, Eleanor Jew, ha documentato l’impatto “nascosto” del tabacco, quello più subdolo, che si abbatte sulla salute e il benessere delle popolazioni locali.

Nei villaggi di Kipembawe la povertà è assoluta. Le persone non hanno copertura elettrica o né cellulari, le strutture sanitarie sono quasi inesistenti e l’acqua viene prelevata da pozzi e fiumi. Per vivere, gli abitanti di questi villaggi coltivano tabacco: secondo la Jew e il suo gruppo, l’86% delle famiglie che hanno intervistato vive di questo.

Il quadro generale della Tanzania è drammatico: circa il 47% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà internazionale e i tassi di povertà rurale sono ancora più alti.

Ma vediamo insieme quali sono le conseguenze che la coltivazione di tabacco genera sull’ambiente e sulla popolazione locale.

Conseguenze ambientali

In Africa, la coltivazione del tabacco è spesso associata alla presenza di un bosco tropicale secco chiamato "miombo", che domina Kipembawe.

Il miombo non contiene molte sostanze nutritive e il tabacco è una delle colture più "affamate". Come si traduce tutto questo? Gli agricoltori locali sono costretti ad abbattere sempre più foreste ogni anno per creare nuovi campi, perché la terra può sostenere solo uno o due cicli di coltivazione.

Ma le conseguenze per gli alberi non finiscono qui: infatti, le foglie di tabacco devono essere poi trasportate, e questo implica un ulteriore abbattimento dei boschi, utilizzati per il carburante.

Il bilancio a fine anno è disastroso: circa 4.134 ettari di boschi vengono sgomberati all'interno di Kipembawe. Ciò riduce la biodiversità e i benefici che l'ambiente locale può fornire alle persone, tra cui stoccaggio di carbonio, legna da ardere, materiali da costruzione e acqua dolce.

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Minacce per la salute

I rischi per la salute, se possibile, sono ancora più inquietanti di quelli per l’ambiente.

Iniziamo dai pesticidi, che vengono utilizzati spesso dagli agricoltori durante la fase di crescita delle colture. Secondo la documentazione della ricercatrice, le popolazioni non comprendono fino in fondo i rischi che queste sostanze hanno per la salute, tanto che nessuno si è preoccupato di indossare indumenti o attrezzature di protezione.

Oltre al rischio di esposizione a sostanze chimiche dannose, spesso le colture si trovano a ridosso dei fiumi, per accorciare le distanze per il trasporto di acqua. Il rischio di contaminazione delle acque potabili con i pesticidi utilizzati può mettere a repentaglio il bestiame, creando conflitti sociali tra gli allevatori e gli agricoltori.

Un’altra piaga sociale legata alla coltivazione del tabacco è il lavoro minorile: il gruppo di ricercatori racconta di aver visto molti bambini all’interno delle piantagioni e questo ha trovato riscontro nelle prove fornite dalle scuole elementari. Secondo la documentazione, è probabile che i bambini inizino a lavorare nei campi già dall’età di 13 anni.

Bisogna sottolineare che le conseguenze per la salute dei bambini possono essere più impattanti rispetto ad un adulto. La malattia da tabacco verde è una forma di avvelenamento da nicotina che si verifica quando le foglie di tabacco sono bagnate e vengono a contatto con la pelle.

Quando la nicotina viene assorbita attraverso la pelle, può provocare febbre, vomito e vertigini. Questi sintomi possono essere spaventosi per un bambino, più incline all’intolleranza alla nicotina anche per via delle ridotte dimensioni corporee.

Ripercussioni sul lungo periodo

Ora ti starai sicuramente chiedendo: se l’impatto del tabacco su chi lo coltiva è così forte, perché continuare?

Beh, c’è più di una ragione che spinge le popolazioni locali a cedere a questo “ricatto”. In primo luogo, non c’è molta altra scelta, perché le opportunità di lavoro in quella zona sono veramente limitate.

Il denaro guadagnato dagli agricoltori è una fonte di sussistenza vitale, che consente loro di pagare le rette scolastiche, investire in altre imprese e permettersi biciclette ed energia solare.

Purtroppo sembra proprio che il consumo di tabacco sia destinato a continuare a crescere nel prossimo futuro. Ma nell’area di Kipembawe, il mix tra deforestazione e coltivazione di tabacco porterà, nel lungo periodo, ad un declino inesorabile del territorio, perché le risorse non sono infinite.

Proseguendo su questa linea, le popolazioni locali resteranno senza alcuna fonte di reddito e vivranno in un ambiente degradato.

Allora quali possono essere le soluzioni per affrontare tutto questo? Sicuramente la costruzione di più opportunità per il sostentamento di queste popolazioni, costrette di fatto alla coltivazione di tabacco per sopravvivere, anche a costo di mettere a repentaglio ambiente e salute.

Mettere in atto misure per la coltivazione sostenibile (riforestazione, uso di fertilizzanti oculato, piani di gestione per il suolo) è complesso, perché sarebbe necessaria una formazione specifica e un supporto (anche economico) che gli agricoltori non hanno.

Ma forse la soluzione potrebbe essere molto più semplice: per l'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS, il tabacco è la seconda causa di morte nel mondo dopo l'ipertensione.

L’OMS ci dice anche che il tabacco è la prima causa di morte evitabile: quando fumi una sigaretta, questa volta, pensaci (davvero) due volte.

 

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Tags: agroalimentare