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The Guardian: l'UE abbandona la lotta ai crimini ambientali

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Secondo il giornale inglese The Guardian, la Commissione Europea ha ritirato la direttiva per contrastare i crimini ambientali a causa dei costi e della burocrazia.

I Paesi europei non vogliono contrastare i crimini ambientali a causa dei costi elevati e della burocrazia: per questo le istituzioni comunitarie hanno deciso di abbandonare le proposte di contrasto ai crimini ambientali con il rafforzamento delle ispezioni. A rivelarlo è il giornale inglese The  Guardian secondo cui questa decisione della Commissione Europea deriva dalla presa di coscienza che la criminalità ambientale in Europa è diventata un problema troppo grande da affrontare.
 
2,5 milioni di siti europei hanno il terreno contaminato e i costi di bonifica sono incalcolabili (si parla di migliaia di miliardi). Altri 7,4 milioni di tonnellate di rifiuti vengono illegalmente trasportati fuori dell’Unione europea ogni anno e il valore del commercio illegale di fauna selvatica e del legno è stimato tra i 70 e i 213 miliardi di dollari l’anno. Alcuni Paesi europei come la Grecia e le Spagna non hanno ancora adeguato la loro legislazione al regolamento europeo sul legname proveniente da deforestazione illegale.
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La legislazione europea sulle ispezioni ambientali avrebbe costretto i Paesi membri a creare sistemi di controllo mirato su rifiuti industriali, sostanze chimiche pericolose, tossine nell'aria e inquinamento delle acque sotterranee. La direttiva avrebbe concesso agli esperti comunitari l'autorizzazione a visitare i siti, offrire consulenza e gestire le controversie svolgendo controlli in tutti i Paesi europei in modo coordinato e tessendo una fitta rete di anti-criminalità ambientale.
 
Ora, invece, stando all'inchiesta del The  Guardian, l’Unione Europea rinuncia a tutelare l’ambiente, e il commercio illegale di rifiuti tossici e di fauna selvatica potrà continuare indisturbato in tutti i Paesi membri.
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Tags: Studi e ricerche