Studiare il climate change

Climate change: una delle realtà più critiche del nostro tempo diventa oggetto di studio: ecco come l’Italia si adegua alle migliori università del pianeta. La collaborazione avviata tra Scuola Normale, Istituto Sant’Anna e IUSS di Pavia ha portato alla creazione del “Centro Italiano Universitario sui Cambiamenti Climatici” il cui obiettivo sarà quello di mettere insieme le varie competenze di alcuni dei migliori atenei italiani.

Sarà così possibile per gli studenti mettere a frutto il proprio background inserendolo al meglio nei numerosi percorsi offerti: dalla climatologia, agli aspetti matematici, dalle ricadute sull’economia o l’agricoltura fino allo studio della gestione dei rischi e persino le applicazioni nella robotica.

Un tale ‘dispiegamento di forze’ è inedito per il nostro Paese che, però, già in passato ha dato prova di sapere intercettare la richiesta di persone interessate allo studio del climate change.

L’Università degli studi di Urbino ha proposto il corso di Ecologia dei Cambiamenti Climatici come corso di laurea magistrale biennale: improntato allo studio multidisciplinare della materia, il corso si concentra sull’analisi approfondita degli scenari ambientali al fine di ridurne la vulnerabilità attraverso l’individuazione delle migliori strategie di adattamento e resilienza.

 

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La Facoltà di Ecologia e Conservazione della Natura propone il percorso di studi in Cambiamenti Climatici Globali per l’Università di Parma: Il corso di laurea magistrale si concentra non solo sull’analisi approfondita del fenomeno ma anche sulla realizzazione di modelli matematici per offrire risposte a casistiche reali. Inoltre, viene dato ampio risalto allo studio del comportamento e dell’ecologia degli individui, delle popolazioni e delle comunità.

Nel resto d’Europa e del mondo, l’argomento viene variamente trattato da diversi atenei: in Canada, l’Università di Waterloo propone fin dal 2013 un master ad hoc puntando su un percorso di studio estremamente trasversale. L’idea di base è che gli studenti possano tradurre gli insegnamenti nel maggior numero possibile di professionalità diverse.

A Copenaghen, l’Università della città offre un percorso interdisciplinare di due anni che combina gli aspetti ecologici e sociali per studiare cause, effetti e soluzioni di adattamento.

Una delle università più importanti del Regno Unito, la London University College, punta allo studio fisico e geografico del fenomeno: concentrandosi sull’analisi globale (includendo lo studio di atmosfera, idrosfera, biosfera e litosfera) delle cause e degli effetti del fenomeno, associa inoltre un focus molto peculiare sulle ricadute sociali e politiche.

Sono molte quindi le possibilità di studio sui cambiamenti climatici, necessarie perché è anche attraverso la formazione accademica e l’analisi scientifica che potremo preparare le menti del futuro alla sfida del clima che cambia.

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