I 5 oggetti di uso quotidiano che rovinano l’ambiente

Oltre le microplastiche: ecco i 5 oggetti presenti in tutte le nostre case che danneggiano l’ambiente in cui viviamo.

Tutti ormai sappiamo che le microplastiche rappresentano uno dei fattori di inquinamento ambientale più rilevanti.

Le microplastiche contenute in dentifrici, scrub e in altri prodotti per l’igiene e la bellezza si riversano continuamente nelle nostre acque, mettendo in serio pericolo ecosistemi e habitat naturali.

Se, da una parte, continuiamo a gridare a gran voce l’istituzione del divieto per l’utilizzo delle microplastiche, dall’altra molti consumatori ignorano i rischi di inquinamento ambientali correlati ad alcuni oggetti di uso comune nelle case, anche apparentemente “innocui”.

Di quali oggetti stiamo parlando? Ecco 5 prodotti presenti nelle nostre case che possono avere impatti a lungo termine sul mondo naturale.

1. Cannucce

Secondo la Plastic Pollution Coalition, oltre 500 milioni di cannucce di plastica vengono utilizzate quotidianamente solo negli Stati Uniti.

Non utilizzare le cannucce in plastica offrirebbe moltissimi vantaggi, per l’ambiente ma anche per i consumatori. Per fare degli esempi:

  • Eliminare le cannucce equivale ad eliminare la produzione di tanta plastica;
  • Le cannucce sono tra gli elementi più ritrovati nei nostri mari. Vengono trovate nelle pance di molti pesci durante i test che misurano il tasso di inquinamento degli oceani;
  • Bere con la cannuccia espone il consumatore ad ingurgitare troppa aria, costituendo un inutile ed evitabile rischio di salute.

Qual è l'attuale scenario italiano sulla gestione dei rifiuti? Scopri le iniziative per rendere più efficiente la raccolta

2. Cotton fioc

I cotton fioc sono, secondo la Marine Conservation Society, una delle fonti inquinanti più presenti sulle spiagge del Regno Unito.

Proprio perché sono composti in gran parte da polipropilene di plastica, i cotton fioc sono parte integrante del problema legato all’inquinamento plastico.

La soluzione? Produrre cotton fioc completamente biodegradabili, sostituendo la plastica con la carta.

3. Mozziconi di sigaretta

Secondo le stime, circa 5,6 miliardi di mozziconi vengano dispersi nell'ambiente ogni anno. Basti pensare che i mozziconi rappresentano circa il 50% dell’ammontare dei rifiuti raccolti per strada.

La composizione dei filtri per sigarette vede, nella maggior parte dei casi, l’impiego di acetato di cellulosa di plastica e possono richiedere fino a 15 anni per separarsi.

Senza considerare che, quando le sigarette si rompono, possono rilasciare tutte le sostanze chimiche tossiche che le rendono pericolose da fumare. A tal proposito, leggi anche – L’impatto del tabacco su chi lo coltiva.

4. Creme solari

Un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una ricerca che dimostra che le sostanze chimiche comuni presenti nella protezione solare contribuiscono allo sbiancamento dei coralli.

Questo fenomeno, purtroppo, sta assumendo dimensioni sempre più massicce e lo scorso anno ha colpito la Grande Barriera Corallina causando la morte di tantissimi coralli.

Il fenomeno dello sbiancamento dei coralli si innesca quando i coralli espellono le alghe che vivono su di loro e che gli forniscono sostanze nutritive.

Secondo gli esperti, i prodotti chimici presenti nelle protezioni solari facilitano la crescita di virus che vivono nelle alghe, causandone la morte.

Con questo, non ti chiediamo assolutamente di rinunciare alla crema solare, essenziale per proteggersi dai raggi UV. Esistono in commercio diverse creme solari eco-compatibili, che non contengono sostanze chimiche inquinanti.

5. Salviette detergenti

Le salviette detergenti multiuso contengono molte fibre in plastica: ciò significa che impiegano molto tempo a biodegradarsi e, pertanto, rappresentano una fonte di inquinamento ingente per le nostre acque.

Se gettate nel water come dei comuni fazzoletti in carta, le salviette possono bloccare le fognature creando mescolandosi a grossi grumi di grasso alimentare.

Inoltre, è bene ricordare che le salviette detergenti contengono molte sostanze chimiche, allergizzanti e profumi che non fanno di certo bene alla pelle, specialmente se le si usa in modo assiduo.

Questo perché, rispetto ad altri tipi di detergenti che si risciacquano con acqua, quelli delle salviette umidificate restano a contatto diretto con la nostra pelle per un tempo più prolungato, proprio perché non c’è risciacquo.

Come risparmiare danni all’ambiente (e al portafogli)? Fazzoletti di stoffa e una bottiglietta d’acqua sempre in borsa.

Scarica l'ebook gratuito: Aziende, cambiamenti climatici e siccità nel 2017 3  soluzioni innovative a cui ispirarsi per il futuro

 

Tags: Rifiuti