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Al via la COP 26: le aspettative europee in materia di clima

Al via la COP 26 le aspettative europee in materia di clima

A partire da ieri e fino al 12 novembre si terrà a Glasgow, una delle città più importanti della Scozia, la COP 26, l’evento a cui partecipano i leader mondiali per discutere di clima e di soluzioni da attuare quanto prima per rispettare quanto stabilito nel 2015 con l’Accordo di Parigi.

La COP: l’esigenza di costituire un’alleanza globale

La COP, letteralmente Conference of the Parties (Conferenza delle Parti) è nata nel 1995, anno in cui c’è stata la prima Conferenza delle parti della Convezione Onu sul climate change (UNFCCC), il primo atto normativo ambientale di carattere internazionale che avesse ad oggetto il riscaldamento globale. A partire da quell’anno, fatta eccezione per l’anno scorso causa pandemia da Covid-19, i leader mondiali si sono infatti incontrati una volta all’anno per discutere i progressi e per concordare assieme le sfide che avrebbe dovuto affrontare l’intero Pianeta nella lotta comune ai cambiamenti climatici. COP26 è dunque la 26esima edizione del meeting mondiale in materia di clima e sarà ospitato dal Regno Unito in partnership con l’Italia.

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L’Accordo di Parigi del 2015

Con l’Accordo di Parigi, tenutosi dal 30 novembre al 12 dicembre 2015 nella capitale francese, i Paesi sviluppati si erano impegnati a mobilitare collettivamente 100 miliardi di dollari all’anno nell’arco temporale tra il 2020 e il 2025 al fine di sostenere i paesi in via di sviluppo nel ridurre le proprie emissioni e predisporre delle misure volte a contrastare i cambiamenti climatici. Obiettivo dell’Accordo di Parigi: contenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 2 °C oltre i livelli preindustriali e di limitare tale incremento a 1,5 °C. L'Accordo prevede inoltre che tutti i Paesi, in forma giuridicamente vincolante, presentino e commentino ogni cinque anni a livello internazionale un obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni (Nationally Determined Contribution, NDC). A tal proposito si precisa che il raggiungimento dell'obiettivo è vincolante unicamente da un punto di vista politico, mentre sono giuridicamente vincolanti l'attuazione delle misure nazionali e la rendicontazione sul grado di raggiungimento degli obiettivi. Sebbene attualmente l’obiettivo sancito nella capitale francese sembra non essere stato ancora raggiunto, il piano di attuazione dei finanziamenti per il clima prevede che i Paesi sviluppati compiranno nel 2022 sforzi importanti per destinare ai paesi meno sviluppati 100 miliardi di dollari nel 2022, così come era stato previsto nel 2015.

L’importanza dell’Unione europea nella lotta al cambiamento climatico

L’Unione europea, oltre ad avere annunciato di voler raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, svolge un ruolo cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici. L’obiettivo di voler essere a impatto climatico entro il 2050 è diventato giuridicamente vincolante per l’Europa con l’entrata in vigore a partire da luglio 2021 della Legge sul clima. La Legge europea sul clima prevede inoltre di ridurre del 55% le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. In tale contesto giova sottolineare come l’Unione europea, assieme ai suoi 27 Paesi membri e alla Banca europea per gli investimenti, siano il principale contributore di finanziamenti pubblici per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo. Si stima che nel 2020 il “vecchio Continente” abbia elargito a favore dei paesi più poveri circa 24,45 miliardi di dollari per la lotta ai cambiamenti climatici.

L’Unione europea da chi sarà rappresentata?

L’Unione europea durante la COP26 sarà rappresentata dal Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e dal Presidente del Consiglio dell’Unione europea Janez Jansa, primo ministro sloveno e Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea a cui spetterà il compito di partecipare all’evento in nome di tutti gli altri 26 Paesi membri.

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Tags: Rubriche, Monitoraggio Legislativo Ambientale