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Agenda Onu 2030, Italia poco sostenibile in Europa ma promossa nel Mondo

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L'Italia è sotto la media UE in nove obiettivi dei diciassette previsti dell'Agenda 2030 Onu, eppure stando al rapporto sullo Sviluppo Sostenibile pubblicato nel 2022 da Cambridge è anche al venticinquesimo posto nel mondo per gli stessi indici. Alcuni criteri fanno da discriminante a favore, per questo resta scarsa la competitività italiana a livello europeo su temi d’emergenza come l’utilizzo delle acque, lavoro dignitoso o giustizia e istituzioni stabili. 

L'Italia è sotto la media UE per nove obiettivi dei diciassette previsti dell'Agenda 2030 Onu. Il nostro paese è spesso tra i dieci stati peggio piazzati in Europa in materia di acqua pulita, istruzione di qualità, lavoro dignitoso, riduzione delle disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide, mentre è sopra la media europea per agricoltura e consumi responsabili. E’ il rapporto pubblicato da Asvis a far emergere i risultati poco soddisfacenti rispetto il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGS), ovvero gli obiettivi che le Nazioni Unite si pongono da ormai sette anni per cercare di raggiungere un futuro sostenibile ed equo e livello planetario.

 

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L’elenco dei diciassette obiettivi

No povertà (1), zero fame (2), buona salute e benessere (3), istruzione di qualità ed equa (4), parità di genere (5), acqua pulita e sanificazione intesa come la possibilità di accedere alla risorsa e ai servizi igienico-sanitari (6), energia pulita (7), crescita economica e dignitose condizioni di lavoro (8), industria, innovazioni e infrastrutture (9), riduzione delle disuguaglianze (10), città e comunità sostenibili (11), consumo responsabile (12), azioni per il clima (13), tutela della vita negli oceani (14), protezione e ripristino degli ecosistemi (15), pace giustizia e istituzioni forti (16), rivitalizzazione del partenariato planetario (17) per lo sviluppo sostenibile sono i diciassette obiettivi dell'Agenda Onu 2030.

 

Italia tra le ultime in Europa, ma 25^ nel Mondo

Criticità e progressi italiani sono stati analizzati attraverso dati Eurostat, tenendo in considerazione anche gli obiettivi del Green Deal Europeo. E’ bene evidenziare che tra il 2010 e il 2020 anche l’Unione Europea ha avuto le sue difficoltà e nel dettaglio è peggiorata per tre goal (10, 15 e 17), è rimasta stabile per due goal (1 e 6), ma è anche migliorata in undici goal (2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12, 13, e 16). Gli effetti del primo anno di pandemia hanno peggiorato il quadro e così tra il 2019 e il 2020 tutta Europa ha subito un complessivo rallentamento nei miglioramenti riscontrati negli anni precedenti. I Goal che hanno mantenuto un andamento positivo tra il 2019 e il 2020 sono stati soltanto tre (7, 12 e 13), quelli con un andamento negativo sono quattro (goal 1, 3, 10 e 17) e quelli con un andamento stazionario sono stati sei (goal 2, 4, 5, 8, 9 e 16).

Tra i nove goal peggio interpretati dall’Italia, sette la vedono posizionata entro le sette posizioni più basse delle 27 disponibili nel confronto tra gli stati europei. Questo il dettaglio:

  • penultima per Lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8), Riduzione delle disuguaglianze (goal 10) e Pace, giustizie e istituzioni solide (goal 16);
  • quintultima per Sconfiggere la povertà (goal 1) e Acqua pulita (goal 6); sestultima per Impresa, innovazione e infrastrutture (goal 9);
  • settimana verso il basso per Istruzione di qualità (goal 4), acqua pulita (goal 6) e Partnership per gli obiettivi

Il Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile 2022 pubblicato da Cambridge, cioè l'unico documento che restituisce un quadro post pandemia della condizione degli Stati mondiali sull’argomento, non boccia però l’Italia. Nella tabella SDG Index ranking and score il paese è presente al 25^ posto con un punteggio di 78.3, lo stesso della Nuova Zelanda che si posiziona però al ventiseiesimo posto, ma addirittura meglio di Canada (29^), Lussemburgo (36^) e Stati Uniti (41^). Alcune decisione di calcolo potrebbero avvantaggiare l’Italia, come ad esempio la scelta di Cambridge di tenere conto delle presenza di povertà estreme nei territori. La posizione italiana è definita in moderata crescita e più in crescita che in stagnazione, così come dimostra la pagina realizzata da Cambridge nel suo rapporto 2022.

 

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Tags: Sostenibilità, CSR & Imprese