Energia, bollette e decarbonizzazione industriale: il decreto in Parlamento punta su riduzione dei costi e sviluppo delle rinnovabili
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Energia, bollette e decarbonizzazione industriale: il decreto in Parlamento punta su riduzione dei costi e sviluppo delle rinnovabili

Misure per famiglie e imprese, interventi su mercato elettrico e gas, sostegno ai contratti di lungo termine e integrazione dei data center nel sistema energetico nazionale

Il disegno di legge di conversione del decreto-legge 20 febbraio 2026 n. 21 introduce un pacchetto articolato di misure per contenere il costo dell’energia elettrica e del gas, rafforzare la competitività del sistema produttivo e accelerare la decarbonizzazione industriale. Il provvedimento interviene anche sulla saturazione virtuale delle reti elettriche e sull’integrazione dei data center nel sistema energetico nazionale, delineando una strategia che combina interventi emergenziali e strutturali. Tra le priorità individuate dal decreto emerge il sostegno alle famiglie economicamente più vulnerabili. Per il 2026 è previsto un contributo straordinario destinato ai percettori di bonus energetico e alle famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro non già beneficiarie di agevolazioni analoghe, con l’obiettivo di ridurre l’impatto immediato del caro energia sui consumi domestici.

Sul versante delle imprese, la misura interviene sulla componente ASOS delle bollette elettriche e introduce strumenti finanziari per ridurre gli oneri generali di sistema a carico delle utenze non domestiche. Le risorse necessarie derivano anche da un incremento temporaneo dell’aliquota IRAP per le aziende del comparto energetico negli anni 2026 e 2027, con un gettito stimato tra 431 e 501 milioni di euro annui destinato al contenimento dei costi energetici per il tessuto produttivo nazionale. Un elemento centrale del provvedimento riguarda il rafforzamento dei contratti di lungo termine per l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. In questa direzione viene potenziata la cosiddetta “bacheca” per la negoziazione dei PPA, con il coinvolgimento del Gestore dei servizi energetici come garante di ultima istanza e il supporto di strumenti pubblici per ridurre i rischi di controparte, favorendo in particolare l’accesso delle piccole e medie imprese a forniture energetiche più stabili e prevedibili.

Il decreto introduce inoltre misure per accelerare l’ammodernamento del parco impiantistico nazionale attraverso interventi di repowering sugli impianti esistenti, con l’obiettivo di aumentare la producibilità da fonti rinnovabili senza ulteriore consumo di suolo. Contestualmente, viene aggiornato il meccanismo dei prezzi minimi garantiti per impianti a biogas, biomassa e bioliquidi sostenibili, accompagnando il settore verso un progressivo phase-out entro il 2030. Sul fronte del mercato elettrico, il provvedimento interviene per ridurre i costi variabili delle centrali termoelettriche, prevedendo rimborsi per i costi di trasporto del gas e per le emissioni ETS, subordinati all’autorizzazione europea e vincolati al trasferimento integrale dei benefici ai consumatori finali. L’intervento è stimato in un beneficio complessivo per il sistema pari a circa 3,9 miliardi di euro annui.

Particolare rilievo assume anche la gestione della saturazione virtuale delle reti elettriche, fenomeno che negli ultimi anni ha rallentato l’ingresso di nuovi impianti rinnovabili. Le nuove disposizioni mirano a rendere più efficiente la programmazione delle connessioni e a migliorare il coordinamento tra operatori e gestori di rete, favorendo lo sviluppo della capacità di generazione e accumulo coerente con gli obiettivi del PNIEC e del PNRR. Infine, il decreto introduce un procedimento autorizzativo unico per la realizzazione e l’ampliamento dei data center, considerati infrastrutture strategiche per la transizione digitale. La misura punta a ridurre i tempi amministrativi e a garantire una migliore integrazione di queste strutture nel sistema energetico nazionale, anche alla luce della crescente domanda elettrica associata allo sviluppo dell’economia digitale.

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