Sconti online sotto la lente dell’UE: una promozione su tre rischia di essere ingannevole
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Sconti online sotto la lente dell’UE: una promozione su tre rischia di essere ingannevole

Un’indagine coordinata in 23 Paesi europei rivela pratiche scorrette durante Black Friday e Cyber Monday. Trasparenza dei prezzi e consenso dei consumatori restano nodi centrali per la fiducia nell’e-commerce.

L’ultima verifica coordinata dalla Commissione europea insieme alle autorità nazionali per la tutela dei consumatori riporta l’attenzione su un tema sempre più strategico per il mercato digitale europeo: la trasparenza delle pratiche commerciali online. Secondo i risultati pubblicati il 26 marzo 2026, circa il 30% dei 314 operatori di e-commerce analizzati ha indicato sconti in modo non conforme alle norme UE durante le principali campagne promozionali come Black Friday e Cyber Monday. L’indagine, realizzata attraverso il tradizionale “sweep” europeo – una verifica coordinata e simultanea in diversi Paesi – ha coinvolto autorità di 23 Stati membri, oltre a Islanda e Norvegia, con l’obiettivo di verificare la correttezza delle pratiche di prezzo applicate nei momenti di maggiore intensità commerciale. In base alla normativa europea, ogni riduzione deve essere calcolata rispetto al prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, ma una quota significativa di operatori continua a discostarsi da questo principio.

Tra gli elementi più critici emersi figurano anche le cosiddette strategie di “aggiunta automatica” di prodotti opzionali al carrello. Il 36% dei siti analizzati ha inserito servizi o articoli aggiuntivi durante il processo di acquisto, e nel 40% di questi casi senza una richiesta esplicita di consenso da parte del consumatore. Una dinamica che richiama le pratiche note come dark patterns e che pone interrogativi sulla reale libertà di scelta degli utenti nei contesti digitali. Un ulteriore fronte riguarda la trasparenza dei prezzi comparativi. Sebbene il 34% dei trader abbia mostrato confronti con prezzi precedenti o alternativi, nel 60% dei casi non era chiaro l’origine del prezzo di riferimento utilizzato. Si tratta di una criticità rilevante, perché la credibilità delle promozioni rappresenta uno dei pilastri della fiducia nel commercio elettronico e condiziona direttamente le decisioni di acquisto.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle politiche europee per la tutela dei consumatori nel mercato digitale. Secondo il Consumer Conditions Scoreboard 2025, il 61% degli utenti europei ha dichiarato di aver incontrato sconti sospetti durante lo shopping online nell’ultimo anno, mentre due terzi hanno segnalato la presenza di recensioni potenzialmente non autentiche. Segnali che indicano come la qualità dell’informazione commerciale resti una sfida strutturale per l’ecosistema digitale europeo. Le autorità nazionali coinvolte procederanno ora con verifiche mirate nei confronti degli operatori segnalati, chiedendo l’adeguamento alle norme comunitarie. L’iniziativa si inserisce nella strategia europea più ampia per rendere l’e-commerce non solo competitivo ma anche affidabile, trasparente e coerente con gli obiettivi della transizione sostenibile e digitale. In questo senso, la correttezza delle pratiche di vendita online rappresenta non soltanto una questione di tutela dei consumatori, ma anche un elemento chiave per garantire condizioni di mercato eque tra imprese.

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