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Sugli scenari demografici e organizzativi del sistema sociosanitario si apre il confronto agli Stati Generali dell’Economia della Salute di Varese: superare l’ospedalocentrismo per garantire sostenibilità, qualità delle cure e innovazione.
Nel corso degli “Stati Generali dell’Economia della Salute”, in svolgimento a Ville Ponti a Varese, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha delineato le direttrici strategiche per l’evoluzione del sistema sociosanitario regionale, sottolineando la necessità di un cambiamento strutturale capace di rispondere alle trasformazioni demografiche, sociali ed economiche degli ultimi decenni. Secondo il presidente, l’attuale organizzazione della sanità pubblica riflette un’impostazione concepita circa cinquant’anni fa, oggi non più adeguata a interpretare i bisogni emergenti di una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da una crescente incidenza di patologie croniche. In questo contesto, il superamento del paradigma ospedalocentrico rappresenta una priorità per costruire un sistema più capillare, orientato alla presa in carico anticipata dei pazienti e alla continuità assistenziale.
Il rafforzamento della medicina territoriale è stato indicato come uno degli assi portanti della riforma, con l’obiettivo di intercettare precocemente i bisogni di salute e ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere. In questa prospettiva, il rapporto diretto tra medico e paziente e la gestione strutturata della cronicità assumono un ruolo centrale nella costruzione di un modello sanitario più sostenibile e resiliente. Tra le priorità evidenziate figura anche il potenziamento delle politiche di prevenzione, considerate uno strumento strategico non solo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche per contenere la pressione sul sistema sanitario nel medio e lungo periodo. Regione Lombardia ha già destinato risorse significative a questo ambito, puntando a ridurre l’insorgenza delle patologie e a promuovere stili di vita più sani.
Nel nuovo assetto delineato, l’ospedale è destinato a consolidare la propria funzione di presidio per le acuzie e le situazioni di maggiore complessità clinica, mentre la gestione ordinaria delle patologie dovrebbe progressivamente spostarsi sul territorio, attraverso percorsi assistenziali programmati e personalizzati in base alle reali esigenze del paziente. Il tema dell’efficienza della spesa sanitaria è stato affrontato come elemento imprescindibile per garantire la sostenibilità del sistema. Secondo Fontana, l’immissione di nuove risorse economiche, se non accompagnata da un ripensamento organizzativo, rischia di non produrre effetti strutturali duraturi, rendendo necessario intervenire sulle modalità di erogazione dei servizi e sulla governance complessiva del sistema.
Un ruolo decisivo è attribuito anche all’innovazione digitale, considerata uno strumento chiave per migliorare l’accessibilità alle prestazioni, ridurre i tempi di attesa e alleggerire la pressione sulle strutture fisiche, favorendo allo stesso tempo nuovi modelli di assistenza a distanza e percorsi di cura più integrati. Il nodo delle liste d’attesa resta strettamente connesso alla trasformazione organizzativa del sistema sanitario. Regione Lombardia ha già avviato investimenti rilevanti per ridurre i tempi di accesso alle prestazioni e incrementare la capacità erogativa, con risultati progressivamente evidenti che confermano, secondo l’amministrazione regionale, l’efficacia delle misure adottate nell’ambito di una strategia orientata alla prevenzione e alla medicina di prossimità.
Crediti foto: Lombardia Notizie
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