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Al summit del 10 marzo il ministro indica il quadro normativo, gli obiettivi al 2050 e le tecnologie di riferimento. Ma sulle risorse economiche da destinare al programma non fornisce cifre.
Gilberto Pichetto Fratin ha riportato il nucleare al centro della discussione energetica italiana intervenendo al Vertice sull’energia nucleare di Parigi del 10 marzo 2026. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha spiegato che l’Italia ha deciso di aderire all’impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare globale, collocando questa scelta dentro una visione che lega decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità della rete in un sistema sempre più elettrificato. Nelle dichiarazioni rese a Parigi, però, non compare una quantificazione economica degli investimenti che l’Italia intende mettere in campo. Il punto politico sottolineato dal ministro è un altro: prima delle decisioni industriali, ha detto, serve costruire un quadro regolatorio solido e credibile. In questa direzione il governo ha già portato in Parlamento una proposta di legge delega sull’energia nucleare sostenibile, chiamata a definire programmazione nazionale, governance, sicurezza e gestione dell’intero ciclo di vita, compresi i rifiuti.
Il riferimento più concreto riguarda gli obiettivi di medio-lungo periodo. Pichetto Fratin ha ricordato che la Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile, istituita nel 2023, ha consentito di inserire per la prima volta lo scenario nucleare nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Le ipotesi richiamate dal ministro indicano, entro il 2050, una capacità installata compresa tra 8 e 16 gigawatt, con una copertura potenziale della domanda elettrica tra l’11% e il 22%. Sul piano tecnologico, la traiettoria indicata guarda soprattutto agli Small Modular Reactors di terza generazione avanzata, senza escludere un’attenzione alle tecnologie di quarta generazione, in particolare ai reattori veloci raffreddati al piombo. In questo percorso si inserisce anche Nuclitalia, la società costituita nel 2025 con la partecipazione di Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per valutare le soluzioni più adatte al contesto nazionale.
Il messaggio che arriva da Parigi è quindi quello di un governo che vuole riportare l’Italia nel perimetro europeo del nucleare con un approccio graduale, fondato su alleanze industriali, regole e ricerca. Ma allo stato attuale delle dichiarazioni pubbliche del ministro, il capitolo degli investimenti resta ancora senza numeri ufficiali: più che un piano economico già definito, emerge una cornice strategica che prepara il terreno a scelte future.
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