Riciclo della carta, alla Camera una proposta di legge per istituire la giornata nazionale
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Riciclo della carta, alla Camera una proposta di legge per istituire la giornata nazionale

L’iniziativa parlamentare punta a trasformare una pratica già centrale per l’economia circolare in un’occasione stabile di sensibilizzazione pubblica. Il testo è stato presentato alla Camera il 22 ottobre 2024 su iniziativa del deputato Massimo Milani.

Portare il riciclo della carta dentro il calendario civile del Paese, senza creare una nuova festività ma costruendo un momento annuale di sensibilizzazione, formazione e coinvolgimento delle istituzioni. È questa la traiettoria della proposta di legge A.C. 2111, che istituisce la Giornata nazionale del riciclo della carta nel giorno del 18 settembre. Il testo è stato presentato alla Camera il 22 ottobre 2024 d’iniziativa del deputato Massimo Milani. Nel fascicolo originario depositato a Montecitorio il primo firmatario indicato è Milani; nel testo approdato in Commissione compare anche Montemagni tra i deputati proponenti. La proposta nasce da una lettura molto netta del ruolo che la filiera cartaria può avere nella transizione ecologica. Nella relazione illustrativa si sottolinea che il riciclo della carta contribuisce alla conservazione delle risorse naturali, alla riduzione dell’inquinamento, al contenimento dei consumi energetici rispetto alla produzione di carta vergine e alla diminuzione dei rifiuti avviati in discarica, con effetti positivi anche sulle emissioni climalteranti. Il testo richiama inoltre il fatto che l’Italia presenti livelli di raccolta e riciclo particolarmente elevati in ambito europeo, al punto da rivendicare un risultato già superiore agli obiettivi UE indicati per il 2025.

Dal punto di vista normativo, l’impianto è essenziale. L’articolo 1 stabilisce che la Repubblica riconosca il 18 settembre quale Giornata nazionale del riciclo della carta, con l’obiettivo di promuovere il risparmio delle risorse naturali, la riduzione degli sprechi e la diffusione di stili di vita sostenibili nello sviluppo dell’economia circolare. Lo stesso articolo precisa che la ricorrenza non produce gli effetti civili previsti dalla legge sulle festività nazionali, quindi non introduce una giornata festiva in senso giuridico. L’articolo 2 affida invece l’organizzazione di incontri, iniziative ed eventi di approfondimento al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento di altri ministeri e delle istituzioni interessate, oltre alla collaborazione del Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, delle associazioni più rappresentative della filiera cartaria e cartotecnica e degli enti locali. Il testo precisa che tutto dovrà avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e individua come cornice di coordinamento il festival “Cortile di Francesco”, organizzato dai frati del Sacro Convento di Assisi.

Il significato politico della proposta va oltre il valore simbolico di una ricorrenza. In una stagione in cui l’economia circolare fatica spesso a tradursi in consapevolezza diffusa, l’idea è usare una giornata nazionale come leva educativa e culturale, capace di tenere insieme istituzioni, scuola, territori, imprese e cittadini. Non è un caso che nella relazione si insista sulla necessità di investire non solo risorse economiche, ma anche conoscenza, cultura ambientale e partecipazione collettiva. Sul piano dell’iter parlamentare, la proposta risulta ancora all’esame della Camera. La documentazione parlamentare più recente segnala che la VIII Commissione Ambiente, il 4 marzo 2026, ha deliberato di riferire favorevolmente sul provvedimento, che è quindi entrato in una fase più avanzata del suo percorso.

Nel merito, il provvedimento si inserisce in una linea ormai consolidata della legislazione ambientale italiana: utilizzare giornate nazionali e campagne pubbliche non solo come strumenti celebrativi, ma come dispositivi di orientamento culturale. La scommessa, in questo caso, è che il riciclo della carta venga raccontato non come gesto marginale o puramente domestico, ma come segmento concreto di una politica industriale e ambientale più ampia, legata alla gestione efficiente delle risorse, alla competitività delle filiere del recupero e alla responsabilità condivisa nella lotta agli sprechi.

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