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Nel pieno di una fase di ridefinizione degli equilibri energetici europei, tra tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e accelerazione della transizione climatica, le infrastrutture energetiche tornano al centro della strategia industriale. È in questo contesto che Snam ha approvato il proprio Piano Strategico 2026-2030 insieme ai risultati finanziari del 2025, delineando una traiettoria che mette insieme sicurezza energetica, innovazione tecnologica e decarbonizzazione. Il piano prevede 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2030, con l’obiettivo dichiarato di costruire un sistema energetico sempre più integrato tra gas, nuove tecnologie e vettori a basse emissioni. Un cambio di paradigma che la stessa azienda definisce come passaggio “dalla transizione energetica all’integrazione energetica”, un modello in cui diverse fonti e infrastrutture convivono per garantire affidabilità del sistema e competitività industriale.
Infrastrutture energetiche al centro della strategia
La parte principale degli investimenti sarà destinata al rafforzamento delle infrastrutture esistenti, a partire dal trasporto del gas, che assorbirà 9,2 miliardi di euro, segno di quanto questo vettore continui a essere considerato un elemento chiave nella sicurezza energetica europea.Altri 2,1 miliardi saranno destinati allo sviluppo e al potenziamento degli stoccaggi, mentre 1 miliardo di euro sarà utilizzato per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e per il consolidamento della partecipazione nel terminale offshore OLT. Accanto alle infrastrutture tradizionali, il piano include investimenti in tecnologie legate alla decarbonizzazione: 800 milioni di euro per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ a Ravenna, 140 milioni per lo sviluppo del biometano e 200 milioni per l’avvio della dorsale nazionale dell’idrogeno, destinata a riutilizzare parte della rete esistente per il trasporto di questo nuovo vettore energetico. A questi si aggiungono circa 1 miliardo di euro per innovazione digitale e tecnologie energetiche, con applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale e programmi di ricerca e sviluppo volti ad aumentare efficienza e resilienza delle infrastrutture.
Risultati 2025 in crescita
Il nuovo piano parte da una base finanziaria definita solida dal gruppo. Nel 2025 Snam ha registrato ricavi totali pari a 3,885 miliardi di euro, in crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente. L’EBITDA adjusted è salito a 2,969 miliardi di euro (+7,8%), mentre l’utile netto adjusted ha raggiunto 1,422 miliardi di euro, con un incremento del 10,3%.La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle attività regolamentate legate alle infrastrutture gas, oltre che dall’entrata in esercizio del terminale di rigassificazione galleggiante di Ravenna e dal consolidamento di Stogit Adriatica nel perimetro del gruppo. Sul fronte degli investimenti, il gruppo ha impegnato nel 2025 2,758 miliardi di euro, di cui circa il 34% allineato alla tassonomia europea e il 54% collegato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Gas, sicurezza energetica e nuovi vettori
Il messaggio che emerge dal piano è piuttosto chiaro: nel medio periodo il gas continuerà a svolgere un ruolo centrale. Secondo lo scenario delineato dall’azienda, la domanda energetica è destinata a crescere e il gas resterà un vettore fondamentale per garantire stabilità al sistema elettrico e compensare la variabilità delle fonti rinnovabili.In questa visione il gas non è tanto un combustibile “di transizione”, quanto una componente strutturale di un sistema energetico più complesso, destinato progressivamente a integrarsi con biometano, idrogeno e tecnologie di cattura della CO₂. Da qui nasce il concetto di integrazione energetica, che per Snam significa costruire una rete capace di gestire contemporaneamente più vettori energetici e di accompagnare l’evoluzione industriale senza compromettere sicurezza degli approvvigionamenti e competitività economica.
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