Ultime Notizie
I prezzi degli HFC restano strutturalmente alti nel 2025 rispetto al periodo pre-phase-down e il rigenerato può costare di più in alcune miscele. Per aziende alimentari e logistica del freddo diventa decisivo passare da percezioni a numeri: una griglia interna, aggiornata ai report UE, permette di stimare impatto e rischio.
Nel 2025 il tema non è più “se” il costo della refrigerazione cambierà, ma quanto inciderà su OPEX e CAPEX a seconda del portafoglio impianti. I report trimestrali della Commissione europea sul monitoraggio prezzi, basati su raccolte dati strutturate, mostrano che i livelli di prezzo per HFC chiave restano multipli rispetto al 2014 e che, per alcune miscele, il rigenerato può presentare premium (nel caso dell’R404A è stato riportato al 140% del vergine nel Q1/2025). Di seguito una griglia operativa che non richiede assunzioni arbitrarie: si alimenta con dati che l’azienda ha già (kg ricaricati, tipologia gas, ore di fermo, contratti service) e con due soli input esterni da aggiornare ogni trimestre: il prezzo €/kg dal “Price monitoring” UE e l’indicazione sul prezzo delle autorizzazioni/quota in €/tCO₂e quando rilevante.
Per la GDO, la griglia va compilata “per centrale” e poi aggregata a livello di rete, perché basta una quota piccola di impianti con perdite ricorrenti per generare gran parte del costo. Per la logistica del freddo conviene dare peso specifico alla sezione dei fermi e al costo-orario, perché l’H24 rende più costosi anche i micro-stop. Per la trasformazione alimentare, la parte CAPEX e la quota annua di investimento diventano determinanti nel confronto tra mantenere impianti legacy e migrare su soluzioni più moderne, anche per ridurre volatilità e rischio di indisponibilità.
Tags:
Potrebbero interessarti ...
Iscriviti alla nostra Newsletter!
Sei un sostenitore dell'ambiente in tutte le sue forme? Allora sei nel posto giusto!
Iscriviti subito!