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Nell’eco delle cerimonie, degli atleti in gara e degli sforzi organizzativi per consegnare alla storia un’edizione memorabile dei XXV Giochi olimpici invernali, Milano Cortina: le Olimpiadi della falsa sostenibilità – Nonsprecare (13 febbraio 2026) lancia un’accusa netta: quella dei Giochi di Milano-Cortina 2026 sarebbe “una sostenibilità in gran parte di facciata”. La testata, che contribuisce all’audience di TGCOM 24 e si muove da anni nel dibattito su consumo responsabile e impatto ambientale, mette in discussione le narrazioni ufficiali che accompagnano l’evento come “le Olimpiadi più sostenibili di sempre”. Secondo l’editoriale firmato da Antonio Galdo, i numeri concreti raccontano una storia diversa: costi quintuplicati rispetto alle stime iniziali, migliaia di metri quadrati di bosco distrutti per la costruzione della pista di bob e altre infrastrutture, e progetti che hanno provocato degrado invece di lasciare un’eredità utile alla comunità locale
Tra gli esempi citati dall’analisi di Nonsprecare, c’è la cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina: concepita come simbolo di mobilità “verde”, è al contrario un cantiere bloccato, privo di alcune certificazioni ambientali e descritto come “pericoloso e illegale”, lasciando dietro di sé un cratere che interroga sul destino del sito una volta spente le luci dei Giochi . Il villaggio olimpico di Fiames, costato decine di milioni di euro, avrebbe potuto essere trasformato in un nuovo quartiere residenziale a prezzi accessibili, mentre ora – secondo la ricostruzione – sarà smantellato dopo le gare, vanificando l’opportunità di creare soluzioni abitative sostenibili per la popolazione locale
La critica di Nonsprecare si inserisce in un contesto più ampio di osservazioni internazionali sul rapporto tra grande sport e ambiente. Fonte come Le Monde hanno documentato come l’uso massiccio di neve artificiale per garantire condizioni di gara standard richieda enormi quantità di acqua ed energia, sollevando dubbi sulla reale sostenibilità dell’evento nel lungo periodo .Il cuore della denuncia sta proprio qui: la parola “sostenibilità”, ripetuta decine di volte nei documenti di candidatura, rischia di rimanere uno slogan vuoto se non si traduce in progetti tangibili e duraturi. Per Nonsprecare, una testata che da anni si occupa di sviluppo sostenibile e buone pratiche, il bilancio di Milano-Cortina appare segnato da compromessi e scelte che privilegiano l’immagine e l’impatto mediatico rispetto al rispetto del territorio e a un lascito concreto per le comunità coinvolte . In un momento in cui la crisi climatica e la necessità di modelli economici più responsabili sono priorità globali, la riflessione di Nonsprecare – pur riconoscendo i meriti sportivi dell’edizione italiana – invita a interrogarsi su che cosa davvero significhi sostenibilità quando grandi eventi come le Olimpiadi vengono messi in relazione con il territorio e le sue fragilità.
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