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Presentato il nuovo piano europeo per contrastare l’uso illecito dei sistemi aerei senza pilota e proteggere cittadini, infrastrutture critiche e spazi pubblici
La crescente diffusione dei droni civili e commerciali rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più rapide dell’ultimo decennio. Strumenti versatili, sempre più accessibili e performanti, trovano applicazione in ambiti che vanno dalla logistica all’agricoltura di precisione, dal monitoraggio ambientale alla sicurezza. Ma la stessa tecnologia, se utilizzata in modo improprio o ostile, può diventare un fattore di rischio per la sicurezza pubblica e per le infrastrutture critiche. È in questo contesto che la Commissione europea ha presentato un nuovo piano strategico per contrastare le minacce legate ai droni. L’obiettivo è rafforzare la capacità dell’Unione di prevenire, rilevare e rispondere all’uso illecito dei sistemi aeromobili senza equipaggio, in un quadro normativo e operativo armonizzato tra gli Stati membri.
Il documento parte da una constatazione chiara: gli episodi legati all’uso non autorizzato o malevolo dei droni sono in aumento. Sorvoli su aeroporti, installazioni energetiche, sedi istituzionali e grandi eventi pubblici hanno evidenziato vulnerabilità che richiedono risposte coordinate. Il piano europeo intende quindi migliorare lo scambio di informazioni tra autorità nazionali, sviluppare standard comuni per le tecnologie di contrasto e promuovere la formazione specialistica delle forze di sicurezza. Uno degli assi centrali dell’iniziativa riguarda l’integrazione delle tecnologie di “counter-drone”, ovvero sistemi in grado di identificare, tracciare e, se necessario, neutralizzare dispositivi non autorizzati. Si tratta di soluzioni che combinano radar, sensori acustici, radiofrequenza e strumenti di interferenza controllata, il cui utilizzo deve però rispettare rigorosamente i diritti fondamentali, la sicurezza dello spazio aereo e la normativa sulla protezione dei dati.
Il piano si inserisce in una visione più ampia di resilienza europea, in cui la sicurezza fisica e quella digitale risultano sempre più interconnesse. I droni, infatti, non rappresentano soltanto un potenziale vettore di minacce materiali, ma possono essere integrati in operazioni ibride, disinformazione o sabotaggi mirati. Da qui la necessità di un approccio trasversale che coinvolga autorità civili, militari, operatori di infrastrutture critiche e industria tecnologica. Particolare attenzione viene riservata agli eventi di grande rilevanza pubblica, come manifestazioni sportive, vertici politici o appuntamenti culturali, contesti in cui la gestione del rischio deve essere preventiva e multilivello. Il piano prevede inoltre un rafforzamento della cooperazione con partner internazionali e con le agenzie europee competenti, per garantire coerenza normativa e interoperabilità tecnica.
Non meno rilevante è il richiamo alla dimensione industriale e innovativa. L’Europa punta a sostenere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate nel settore della sicurezza aerea, promuovendo ricerca e investimenti in chiave strategica. Questo significa anche valorizzare l’autonomia tecnologica europea, in linea con le politiche di sovranità digitale e industriale già avviate negli ultimi anni. La sfida, tuttavia, resta complessa. Il mercato dei droni evolve rapidamente e le barriere all’accesso si abbassano, rendendo necessario un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione. Il piano della Commissione europea rappresenta quindi un passo verso una governance più strutturata del fenomeno, in cui innovazione e sicurezza devono procedere di pari passo, evitando derive securitarie ma garantendo al contempo la tutela dei cittadini e delle infrastrutture strategiche.
In un’Europa chiamata a confrontarsi con scenari geopolitici complessi e con una crescente ibridazione delle minacce, la regolazione e il controllo dell’ecosistema dei droni diventano parte integrante delle politiche di sicurezza e sostenibilità. Perché garantire uno spazio aereo sicuro significa anche proteggere lo sviluppo di tecnologie innovative che, se governate in modo responsabile, possono contribuire in maniera decisiva alla transizione verde e alla competitività del continente.
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