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Torna al Senato il disegno di legge che vuole stanziare 5 milioni per la promozione della mobilità dolce
Il Disegno di legge 562-B, già approvato una volta da Camera e Senato, torna al Senato per l'ultimo passaggio istituzionale previsto dalla legge. Il provvedimento segna un importante passo avanti nella promozione della mobilità dolce e nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. La nuova normativa istituisce un quadro normativo organico per sostenere i "cammini" — percorsi da compiere a piedi, in bicicletta o con altri mezzi non motorizzati — riconoscendoli come infrastrutture di interesse pubblico e strumenti chiave per un turismo sostenibile e inclusivo. I cammini, secondo la legge, non si limitano ai tradizionali percorsi storici, ma comprendono anche vie d’acqua fluviali e marine, lagune e laghi, contribuendo a una fruizione lenta e consapevole dei territori. Oltre all’aspetto turistico, il testo punta alla riscoperta delle tradizioni locali, delle lingue minoritarie, del patrimonio immateriale e delle pratiche religiose, offrendo un’occasione di dialogo interculturale e tutela ambientale.
Cosa dice il ddl 562-B
La Repubblica promuove e valorizza i cammini, anche comprensivi delle vie d’acqua fluviali e marine, delle lagune e dei laghi, quali itinerari di rilievo europeo, nazionale o regionale, percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce e sostenibile, senza l’ausilio di mezzi a motore, articolati in tappe giornaliere, che rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, di valorizzazione degli attrattori culturali, storici, artistici, religiosi, linguistici, paesaggistici, enogastronomici e sportivi nonché di sviluppo turistico dei territori interessati. In deroga a quanto previsto al primo periodo, la circolazione motorizzata è consentita per i mezzi indispensabili per consentire l’accessibilità alle persone con disabilità o con ridotta mobilità.
Cuore operativo del provvedimento è la creazione della Banca dati dei cammini d’Italia presso il Ministero del Turismo, che raccoglierà informazioni e standard qualitativi su tutti i percorsi riconosciuti. In parallelo, sarà attivata una cabina di regia nazionale e un tavolo permanente con il coinvolgimento di amministrazioni, associazioni, università e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di coordinare le politiche e monitorare le iniziative.Il disegno di legge prevede anche la predisposizione di un Programma nazionale triennale per la promozione dei cammini, finanziato con risorse dedicate, e la possibilità di attivare studi e ricerche per approfondire il legame tra cammini, paesaggi e identità locali. Con questa norma, l’Italia si allinea alle migliori pratiche europee, rafforzando il proprio impegno verso un modello di sviluppo turistico basato sulla sostenibilità ambientale, la valorizzazione dei territori e l’inclusione sociale. Un’opportunità concreta per ripensare la mobilità e il tempo libero come esperienze di rigenerazione culturale ed ecologica.
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