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Federitaly lancia l'iniziativa 2026 per la certificazione "100% Made in Italy", integrando tecnologia blockchain, rating ESG e percorsi export personalizzati
Un nuovo capitolo si apre per la valorizzazione del Made in Italy: Federitaly ha presentato alla Camera dei Deputati il Bando Nazionale 2026, un’iniziativa da 2 milioni di euro pensata per accompagnare micro, piccole e medie imprese italiane in un percorso strutturato di certificazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Attraverso l’erogazione di 2.000 voucher da 1.000 euro ciascuno, il programma punta a sostenere l’accesso ai marchi “Made in Italy” e “100% Made in Italy”, fornendo un sostegno concreto ai costi legati alle procedure di certificazione. Il bando prevede una modalità a sportello – scelta per evitare la logica del “click day” – e adotta criteri premianti per le realtà più piccole. “La nostra priorità è la trasparenza e il sostegno reale alle microimprese”, ha dichiarato il Segretario Nazionale di Federitaly, Lamberto Scorzino.
Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è l’impiego della tecnologia blockchain: grazie alla collaborazione con DFinity e Origyn, tutte le certificazioni saranno notarizzate sulla rete ICP, garantendo tracciabilità, immutabilità e verificabilità globale. Una strategia difensiva e competitiva al tempo stesso, come ha sottolineato il Presidente e Fondatore di Federitaly, Carlo Verdone: “Il Made in Italy va protetto con metodo e responsabilità. Offriamo strumenti rigorosi e credibili in un contesto complesso, segnato anche dall’accordo UE-Mercosur”. Il bando si propone come strumento integrato per accrescere la resilienza delle imprese. Oltre alla certificazione, è previsto il rilascio di assessment ESG per le aziende ancora prive di un rating di sostenibilità e l’attivazione di percorsi personalizzati per l’internazionalizzazione. Obiettivo: fornire supporto operativo lungo tutta la filiera produttiva e commerciale.
Presentato su iniziativa dell’On. Andrea Volpi, che ha espresso pieno sostegno istituzionale all’azione della Federazione, l’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo politico, economico e scientifico. Tra questi, Fabio Pistella, Presidente del Comitato Scientifico Federitaly, che ha definito il progetto un “modello integrato tra produzione e competitività”. A fare eco alle sue parole, Nicola Caputo (Ministero degli Affari Esteri) e l’economista Antonio M. Rinaldi, entrambi concordi nel ritenere la certificazione verificabile l’unico vero scudo competitivo per le imprese sui mercati internazionali.
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