Le filiere sostenibili della moda tornano in Parlamento. E in particolare con il decreto in discussione questa settimana alla Camera che stanzia nuovi finanziamenti per la "realizzazione di programmi di sviluppo, di importo non inferiore a 1 milione di euro e non superiore a 20 milioni di euro, proposti dalle piccole e medie imprese appartenenti alla filiera della moda". Soldi che verrebbero stanziati grazie all'Articolo 3 della legge annuale sulle piccole e medie imprese. Un provvedimento ampio: il testo introduce misure per l’aggregazione delle imprese minori e per il trasferimento generazionale delle competenze; interviene in materia di accesso delle piccole e medie imprese (PMI) al credito bancario; reca misure di semplificazione e di lotta alle false recensioni; delega il Governo al riordino della disciplina in materia di start-up e PMI innovative; detta misure in favore dei centri urbani di medie dimensioni e per l’attrazione degli investimenti;
:Il disegno di legge propone dunque un nuovo strumento per la tracciabilità e il rispetto dei principi di sostenibilità nella moda. In particolare nell'articolo 26, dove si scrive
La nuova certificazione
Al fine di favorire la crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile delle filiere produttive della moda e prevenire la violazione delle disposizioni in materia di tutela del lavoro, nonché al fine di garantire la piena tracciabilità delle filiere, è istituito, ai sensi del presente capo, un regime volontario di certificazione unica di conformità delle filiere produttive della moda e sono definiti i princìpi che devono essere applicati nella gestione e nel controllo delle stesse filiere.
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