Transizione 5.0 e rinnovabili: il Senato discute oggi il DDL di conversione del decreto-legge n. 175/2025
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Transizione 5.0 e rinnovabili: il Senato discute oggi il DDL di conversione del decreto-legge n. 175/2025

Al centro del provvedimento incentivi fiscali, semplificazioni per le rinnovabili e revisione delle aree idonee: l’Italia accelera sul percorso di decarbonizzazione e attuazione del PNRR

Si apre oggi, 7 gennaio, in Senato la discussione sul disegno di legge n. 1718 per la conversione del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento, firmato dal Presidente del Consiglio Meloni e dai ministri Giorgetti, Urso e Foti, rappresenta una tappa cruciale nell’ambito delle politiche industriali e ambientali del Paese, con impatti rilevanti sull’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sugli obiettivi europei al 2030.Il cuore del decreto è articolato attorno a due assi principali: da un lato il potenziamento del Piano Transizione 5.0, con nuove disposizioni in materia di crediti d’imposta per investimenti in efficienza energetica e innovazione digitale; dall’altro, una revisione normativa della disciplina delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, in risposta alle osservazioni della Commissione europea e alle recenti sentenze della giustizia amministrativa.

Sul versante fiscale, l’articolo 1 del disegno di legge introduce regole più stringenti per accedere al credito d’imposta Transizione 5.0, stabilendo scadenze precise per le domande e vietando il cumulo con altri incentivi sugli stessi beni. Le imprese saranno tenute a scegliere entro il 27 novembre 2025 tra questo beneficio e quello previsto dalla legge 178/2020. Il GSE assume un ruolo centrale nei controlli tecnici e nella vigilanza sulle certificazioni di risparmio energetico, con la possibilità di revoca dei crediti in caso di irregolarità.

Ma è soprattutto l’articolo 2 ad attirare l’attenzione: il provvedimento interviene infatti sulla definizione delle aree idonee, rendendo il quadro normativo più coerente e superando i blocchi creati dai contenziosi legati al decreto ministeriale del 21 giugno 2024, in parte annullato dal TAR Lazio. La nuova disciplina, ora incorporata nel decreto legislativo n. 190/2024, punta a semplificare le autorizzazioni per gli impianti a fonti rinnovabili, prevedendo anche strumenti come le comunità energetiche, l’autoconsumo in ambito agricolo e la digitalizzazione dell’agricoltura con l’introduzione del concetto di impianto agrivoltaico.

Con una tempistica serrata, Regioni e Province autonome avranno 120 giorni per identificare nuove aree idonee, nel rispetto di criteri comuni legati alla tutela del paesaggio, alla qualità dell’aria e alla salvaguardia del suolo agricolo. È inoltre previsto un sistema di burden sharing per il raggiungimento degli obiettivi di potenza installata da FER al 2030, monitorato attraverso una piattaforma digitale dedicata, già attiva presso il GSE.

La discussione odierna rappresenta un passaggio politico e tecnico delicato: il DDL deve garantire tempi rapidi di approvazione per evitare ritardi nell’attuazione delle milestone del PNRR e per non compromettere la prossima tranche di finanziamenti europei. L’Italia si trova di fronte a una doppia sfida: rilanciare la competitività industriale attraverso la transizione digitale e sostenibile, e rafforzare il proprio impegno nella lotta alla crisi climatica. La conversione in legge del decreto n. 175/2025 potrebbe essere il primo passo concreto in questa direzione.

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