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Il metallo rosso in bilico tra domanda green e tensioni commerciali globali
Nel 2025 il rame si conferma protagonista sui mercati, oscillando tra massimi storici e tracolli repentini, riflettendo le tensioni tra l'accelerazione della transizione energetica e l'incertezza geopolitica. A fine giugno, il prezzo si attesta a 4,91 USD/lb, in crescita dello 0,46 % sull’ultima sessione e +12,5 % da inizio anno.Nei primi mesi dell’anno il rame ha superato quota 5 USD/lb, con un picco di 5,22 USD il 26 marzo. Ma poi un forte calo ad aprile, con un -8,4% nel solo mese, ha scosso i mercati: preoccupazioni per una recessione indotta da tariffe e dati deboli dalla Cina hanno sovrastato l'ottimismo preesistente.
La domanda di rame è trainata dalla corsa all’elettrificazione: auto elettriche, energie rinnovabili e infrastrutture richiedono quantità sempre maggiori del metallo rosso. Parallelamente, i livelli di stock sui principali scambi, come la LME, sono crollati del 65% dai livelli di inizio anno, alimentando pressioni sui prezzi. Nonostante la crescita della domanda, l'equilibrio tra domanda e offerta resta delicato. L’International Copper Study Group prevede un surplus raffinato ridotto nel 2025, ma ancora presente. Intanto le smelterie cinesi, con capacità in eccedenza, hanno abbassato i costi di trattamento, un segnale di offerta che sfida i rialzi.
Al tempo stesso, il possibile incremento di tariffe USA sul rame – già speculato – ha portato a ondate di stockpiling e volatilità nei mercati americani e COMEX. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni: 9.600 USD/t a 3 mesi, 10.000 USD/t a 6 mesi, fino a 10.700 USD/t a 12 mesi. Tra i possibili scenari della seconda metà dell’anno: la ripresa dei negoziati su tariffe, il rallentamento delle esportazioni cinesi e la forte domanda green potrebbero spingere i prezzi fino a 10.400–10.700 USD/t (≈ 4,70–4,85 USD/lb). L’innesco di tariffe rimane però una spada di Damocle, e le prospettive economiche globali (PMI, crescita Cina) continuano a provocare forti oscillazioni. Se invece emergessero surplus più ampi, o se la domanda rallentasse, il prezzo potrebbe stabilizzarsi nella fascia 9.000–10.000 USD/t (≈ 4–4,5 USD/lb). L’analisi giornalistica mostra un quadro complesso: il rame rappresenta il termometro della transizione green ma resta vulnerabile agli scossoni geopolitici e alla speculazione. Il 2025 si muove tra urgenza climatica, surriscaldamento degli scambi e strategie industriali.
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