15 gennaio Giornata mondiale della neve

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Il 15 gennaio è la Giornata Mondiale della Neve, ricorrenza nata per avvicinare i giovani agli sport invernali. Al di là di tale proposito, nulla vieta di approfittare del World Snow Day per accendere i riflettori sulla risorsa neve e sulla sua importanza per l'ambiente.

15 gennaio 2023, Giornata Mondiale della neve (World Snow Day). Patrocinata ufficialmente dalla Federazione Internazionale dello Sci, la ricorrenza si celebra la terza domenica di gennaio di ogni anno - dal 2012 - per onorare il suggestivo elemento atmosferico. La kermesse mette al centro la neve, tutte le attività e i servizi legati ad essa, con lo scopo principale di avvicinare i più giovani agli sport invernali a contatto con la natura.

Al di là di tale proposito, nulla vieta di approfittare del World Snow Day per accendere i riflettori sulla risorsa neve - sempre più scarsa - e sulla sua importanza per la salute degli ecosistemi.

Perché la neve è importante

La neve è una componente fondamentale del sistema climatico locale e globale. Eppure, negli ultimi anni, a causa dell’impatto delle attività umane sul clima,gli scienziati hanno evidenziato una chiara diminuzione della sua caduta.

La formazione di neve ha, infatti, bisogno di particolari condizioni climatiche che, complice l’incremento delle temperature medie causate dalle emissioni di gas serra, vengono meno.

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Un'alterazione che comporta una serie di non trascurabili problematiche, afferenti a differenti sfere ambientali, con ripercussioni sugli habitat climatici a livello locale e globale:

  • Irraggiamento solare: meno precipitazioni di neve si traducono in una diminuzione dell’albedo, cioè la frazione di luce solare respinta della superficie terrestre, in grado di ridurre sensibilmente l’effetto-serra e di contribuire alla regolazione del clima.
  • Approvvigionamento idrico: la neve è un'importante riserva, che penetra lentamente nelle falde sotterranee, così da garantire un corretto approvvigionamento idrico durante i mesi estivi.
  • Protezione del suolo: in inverno, la presenza della coltre nevosa si comporta come una “coperta” e non consente alla temperatura del terreno di scendere al di sotto dello zero. In primavera, con l’aumento delle temperature, lo scioglimento della neve determinerà una penetrazione dell’acqua anche in profondità, idratando il terreno in maniera ottimale e contribuendo a una maggiore fertilità del suolo.

Turismo montano sì, ma sostenibile

Il turismo legato alla neve e agli sport invernali rappresenta, per molti territori montani, un importante introito. A fronte delle nuove condizioni ambientali create dal surriscaldamento globale e da una tutela degli ecosistemi non sempre ottimale, è giusto tuttavia interrogarsi su quali possano essere nuovi, possibili schemi, necessari a un turismo a basso impatto.

Nel dossier “Nevediversa 2022 – Il turismo invernale nell’era dei cambiamenti climatici, tra esperimenti di transizione ecologica, buone pratiche e accanimenti terapeutici”, Legambiente offre una panoramica a trecentosessanta gradi delle Alpi e degli Appennini, sulle tendenze future dello sviluppo in quota e sulle sfide imposte dal global warming.

Oltre a denunciare l'impronta ecologica attribuibile a un modello ormai incompatibile con la crisi climatica, l'analisi include una sezione - la cartina delle 10 buone pratiche - che dimostra l’esplorazione e la fattibilità di nuove, interessanti opportunità. Per sperimentare in Italia, nel più breve tempo possibile, un turismo montano più rispettoso di ecosistemi e risorse.

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Tags: Cambiamenti Climatici, Ambiente